L'pidemia corre, l'Rt sale a 1,09 ma cala la mortalità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/01/2021 21:15

Ancora 477 vittime. Brusaferro, iniziali segni lenta decrescita. Gimbe: "Il vaccino non è una soluzione immediata e serve adesso il lockdown"

L'epidemia da SarsCov2 in Italia continua a correre: l'indice di trasmissibilità Rt sale infatti a 1,09 ma si intravedono, tuttavia, i primi effetti delle misure restrittive del periodo natalizio e la curva della mortalità, ha affermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro (nella foto), è in "lenta decrescita" anche se i numeri assoluti restano ancora alti, con 477 vittime registrate nelle ultime 24 ore.   Il bollettino quotidiano segnala 16.146 tamponi positivi in un giorno, in calo rispetto a giovedì quando sono stati segnalati 17.246 nuovi casi. Anche i decessi restano elevati ma sono in calo rispetto ai 522 di ieri.

Sono invece 2.522 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (35 in meno di giovedì nel saldo tra entrate e uscite) e nei reparti ordinari sono ricoverati 22.841 pazienti, con un calo rispetto a giovedì di 269. Numeri che indicano un lieve miglioramento negli ultimi due giorni, mentre la fotografia che arriva dall'ultimo monitoraggio settimanale della cabina di regia - relativo al periodo 4-10 gennaio - conferma il "peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente".  Il monitoraggio evidenzia infatti come il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale "continua a essere sopra la soglia critica (30%)". Si osserva inoltre un "ulteriore lieve aumento" della incidenza dei casi nel Paese (183,36 per 100.000 abitanti), con un valore ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino della identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. In questo quadro, nel monitoraggio 11 Regioni/PPAA riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 di rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione) e nessuna di rischio basso.

Pertanto, si legge ancora, "l'epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale". Aumenta, cioè, il rischio di un'"epidemia non controllata". Nonostante tutto, però, hanno sottolineato Brusaferro ed il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza nella consueta conferenza stampa per illustrare i dati del monitoraggio settimanale, si intravedono dei primi segnali di controtendenza, che andranno naturalmente confermati. L'incidenza, ad esempio, è cresciuta ma il suo incremento è stato "relativamente contenuto proprio grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo".  In altre parole, ha chiarito Rezza, "c'è stato un incremento di incidenza e Rt, ma contenuto, e ciò vuol dire che in qualche misura si è riusciti a frenare la corsa del virus, che però avrebbe ripreso a correre in modo deciso se non ci fossero stati i provvedimenti presi".

E se l'Europa è in "piena pandemia", anche l'Italia, ha sottolineato Brusaferro, "è in una fase di ricrescita, ma di crescita lieve, e grazie alle misure non ci troviamo di fronte ad un'impennata della curva". Dato fondamentale, ha rilevato, è che anche "la curva della mortalità è in decrescita, sia pure negli ultimi periodi con una decrescita più lenta". Insomma, in un quadro complesso in cui si evidenziano al contempo un peggioramento generale ma anche i primi effetti positivi delle misure di mitigazione, è evidente che siamo "in una fase delicata in cui sono richieste rigorose misure di mitigazione". Ciò per fare in modo che la curva, ha concluso il presidente Iss, "si appiattisca sempre di più, anche considerando che siamo in una stagione caratterizzata dall'influenza".

"I dati - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali e, sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie intensive, dove l'occupazione da parte di pazienti Covid supera in 10 Regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensiva".   Nel primo trimestre 2021, spiega Renata Gili, Responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe, con una copertura vaccinale minima ci si attende un'elevata circolazione del Sars-CoV-2 (con preoccupanti incertezze sulle nuove varianti) ed elevato impatto della Covid-19 sui servizi sanitari". Di conseguenza, aggiunge, "per centrare l'obiettivo di eliminazione del virus, è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, al fine di ridurre in modo rilevante i casi e appiattire la curva epidemica". In questo modo, con l'arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali, conclude Gilli, "la minore circolazione del SARS-CoV-2 permetterebbe, durante i mesi estivi, la ripresa di un'efficiente attività di tracciamento per raggiungere l'obiettivo della progressiva eliminazione".

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