Vaccini, siglata l'intesa con i medici di famiglia: linee guida e compensi

Medicina Generale | Redazione DottNet | 21/02/2021 22:01

Coinvolti i medici della continuità assistenziale. Gli accordi saranno a livello regionale. Ma in diversi casi i patti sono stati già avviati. I medici dovranno aggiornare l'anagrafe vaccinale

Con la firma di ieri domenica 21 febbraio c'è il via libera al Protocollo d’intesa nazionale tra Governo, Regioni e i sindacati dei medici di famiglia Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale per il loro coinvolgimenrto nella campagna di vaccinazione anti-covid. Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi l'intesa è una sorta di linea guida entro cui si dovranno stipulare gli accordi specifici a livello regionale, molti dei quali per altro già avviati. Tra questi Val d'Aosta e Toscana dove si iniziano a vaccinare gli over 80, Piemonte e Lombardia. Poi l'Emilia Romagna e prossimi alla firma anche  Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino. Il Lazio dà più margini ai medici con compensi più elevati:  si parte da 16.32 a immunizzazione eseguita - prima dose più richiamo - per 2 vaccini comprensiva di euro 2,50 di funzione vaccinale e 1,50 di contributo per i dispositivi. Se il medico supera la soglia del 60% degli immunizzati arrivano altri  5 euro. Se a domicilio il compenso sarà 6,16 più accesso a 18,90 per un totale di 25,05 euro a vaccino. Con le due inoculazioni si arriva così a 50,12 euro (con la funzione vaccinale e il contributo dispositivi arriva a 54,12 euro più l'incentivo di 5 euro se si supera il quorum del 60%).

«Il ministro ha accolto la nostra richiesta, siamo molto soddisfatti e siamo certi che il coinvolgimento dei medici di Continuità Assistenziale garantirà nuovo impulso alla campagna vaccinale. Ora andremo avanti sui tavoli regionali per garantire che i medici di Continuità Assistenziale possano svolgere questo lavoro in contesti idonei e in assoluta sicurezza». Con queste parole Tommasa Maio, Segretario Nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, commenta la scelta del Governo di accogliere la richiesta di FIMMG di valorizzare nel protocollo di intesa sulle vaccinazioni proprio il ruolo della Continuità Assistenziale, che ha già giocato una partita determinate nell’attuale contesto pandemico. 

Una richiesta mossa nella consapevolezza della necessità di rendere sinergiche e ottimizzare le risorse professionali già presenti sul territorio, con gli oltre 17.500 medici di Continuità Assistenziale pronti a dare un significativo contributo alla campagna vaccinale per raggiungere nei tempi più rapidi possibili gli obiettivi di salute pubblica. Ed è proprio questa la direzione nella quale ha scelto di muoversi il Governo chiarendo che «(…) il Protocollo trova applicazione anche per il coinvolgimento nella campagna di vaccinazione nazionale anti COVID-19 dei professionisti appartenenti agli altri settori della medicina generale di cui al vigente ACN 23 marzo 2005 e smi, non già direttamente coinvolti nella campagna vaccinale (…)».

«I medici di Continuità Assistenziale, per la loro naturale vocazione assistenziale sul territorio - ricorda Tommasa Maio - garantiscono, assieme ai Medici di Famiglia, un’assistenza capillare e di prossimità che sarà ora agevolmente inserita nei piani vaccinali regionali sulla base delle necessità assistenziali delle diverse aree del nostro Paese».  Si apre a questo punto un intenso lavoro, regione per regione, così da definire le modalità attraverso le quali i medici di Continuità Assistenziale potranno essere coinvolti. «Modalità - conclude il Segretario Nazionale - che dovranno essere le più idonee alle caratteristiche e al modello assistenziale di ciascuna realtà. In nessun caso si potrà prescindere dalla garanzia che i medici di Continuità Assistenziale chiamati a vaccinare abbiano a loro volta ricevuto la somministrazione del vaccino. Su questo saremo intransigenti».

I punti principali del Protocollo:
In primis si specifica che “la platea dei soggetti da sottoporre a vaccinazione da parte dei medici di medicina generale, in relazione alla fascia di età, alle patologie, alle situazioni di cronicità, alla effettiva disponibilità di vaccini, nonché le modalità logistiche/organizzative per la conservazione e la somministrazione del vaccino” saranno disciplinate dagli accordi regionali.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento delle dosi di vaccino per ciascun medico di medicina generale “essa dovrà avvenire in tempi certi e in quantità tali da consentire ad ogni medico la possibilità di garantire ai propri assistiti le somministrazioni del vaccino, coerentemente alle diverse fasi della campagna vaccinale ed ai relativi target di riferimento”. Obiettivo evitare le carenze dell’ultima campagna di vaccinazione antinfluenzale.
 
Nel Protocollo poi si prevede poi che debba essere garantito “l’aggiornamento, in tempo reale, “dell’anagrafe vaccinale”. Per questo motivo verrà utilizzata la piattaforma nazionale già attiva che sarà “opportunamente integrata con quella ordinariamente utilizzata dai MMG che sono tenuti a registrare in tempo reale le vaccinazioni effettuate. Nelle more dell’integrazione delle piattaforme, per la trasmissione dei dati, i medici dovranno attenersi alle indicazioni tecniche fornite dalla regione o P.A.”.

Per quanto riguarda il luogo di vaccinazione è già la convenzione a disciplinare il tutto per cui “laddove i profili organizzativi e logistici della vaccinazione anti Covid-19 da effettuarsi da parte dei medici di medicina generale non consentissero la vaccinazione presso gli studi dei mmg, anche relativamente alla assenza di personale amministrativo e infermieristico, è previsto l’intervento professionale dei medici di medicina generale presso i locali delle aziende sanitarie (centri vaccinali) a supporto o presso il domicilio del paziente, da regolarsi negli accordi regionali”.
 
Ad assicurare “la fornitura dei vaccini e dei materiali ausiliari e di consumo, secondo le modalità che saranno individuate a livello regionale tenendo conto delle caratteristiche di conservazione dei singoli vaccini e della disponibilità di strumenti di conservazione, trasporto e sicurezza, tenuto conto anche degli ordinari canali di gestione vaccinale nonché della popolazione che i mmg dovranno vaccinare, secondo quanto previsto dai piani regionali di vaccinazione”, sarà la struttura del Commissario straordinario Covid-19.

Per quanto riguarda il nodo del finanziamento nel Protocollo si precisa che esso “è a carico di quota parte del fondo sanitario nazionale. Pertanto, l’assegnazione ai mmg delle vaccinazioni anti Covid-19 rende necessario un finanziamento aggiuntivo ad integrazione del fondo sanitario nazionale. Il finanziamento sarà progressivamente definito sulla base dell’andamento della campagna vaccinale e degli obiettivi e dei target assegnati ai mmg. A tal fine, vi è l’impegno del Governo ad adottare uno o più provvedimenti di urgenza per lo stanziamento delle risorse necessarie alla copertura degli oneri derivanti dall’esecuzione della vaccinazione quantificati sulla base del trattamento economico riconosciuto dal vigente ACN”. In sostanza, ad oggi manca l’impegno economico e inoltre il compenso ai medici sarà disciplinato dagli accordi regionali fatto salvo la tariffa minima di circa 6 euro prevista dalla convenzione.
 
A quanto si apprende secondo i calcoli della struttura commissariale, a vaccinare il grosso dei cittadini sarà il personale assunto con i bandi delle società interinali oltre a quello già dipendente. In ogni caso questo personale non è sufficiente per vaccinare tutti gli italiani e mancherebbero da vaccinare circa 5 mln di persone. E questa sarebbe proprio la quota di cittadini che dovrebbero vaccinare i medici di famiglia e per cui lo Stato dovrebbe garantire un finanziamento di circa 60 mln (ovvero 12 euro a immunizzazione completa seguendo praticamente la tariffa della convenzione). In sostanza, a parte la tariffa base saranno le singole regioni a dover finanziare eventuali diffrenze per compensi più elevati.
 
Nell’ambito degli Accordi regionali potrà essere poi disciplinato per le finalità del protocollo anche l’utilizzo delle risorse (25 mln) incrementate dalla legge di Bilancio per il fondo per la qualità dell’assistenza previsto dall’Acn e che nello specifico servirà al pagamento del personale infermieristico. Infine il Protocollo trova applicazione anche per il coinvolgimento nella campagna di vaccinazione nazionale anti COVID-19 anche per le altre figure della medicina generale come i medici di Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi ed Emergenza territoriale.

 

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