Canali Minisiti ECM

La coesina è una possibile nuova arma contro il tumore

Oncologia Redazione DottNet | 03/03/2021 13:28

Il composto attiva un meccanismo che riduce la crescita cellulare

 In alcune neoplasie si trovano mutazioni nei geni che codificano per il complesso proteico noto come coesina, su cui si è concentrata l'attenzione in un nuovo studio dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb), in collaborazione con l'Universita' di Otago e dell'University of Otago e l'Australian National University. "La coesina - evidenzia Antonio Musio, ricercatore Cnr-Irgb- contribuisce a una corretta divisione cellulare, all'organizzazione tridimensionale del nucleo e alla regolazione dell'espressione genica". Quando la coesina non funziona correttamente, la cellula si destabilizza, cresce in maniera incontrollata e si trasforma in tumorale. Tuttavia, i suoi molteplici ruoli offrono anche l'opportunità di inibire la crescita delle cellule tumorali interferendo con le vie biochimiche che dipendono dalla funzione della coesina stessa.Nella ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su eLife, Musio spiega che stata studiata "l'efficacia di 3.

009 composti chimici, di cui 2.399 approvati dalla Fda, nell'inibire la crescita delle cellule tumorali con mutazioni a carico della coesina. Dallo screening ne sono stati selezionati 206 e particolarmente interessante si è rivelato il composto LY2090314. Inibendo il gene GSK3, tale composto attiva la via biochimica di Wnt, una famiglia di glicoproteine, determinando un'efficace riduzione della crescita cellulare". Il processo è stato dimostrato sia in cellule tumorali umane in coltura sia in un animale di laboratorio, lo zebrafish, Danio rerio. "Il fine di tali studi è aprire la strada allo sviluppo di terapie-conclude il ricercatore- in questo ambito la coesina potrebbe rappresentare un bersaglio molecolare per impedire il processo neoplastico".Il lavoro è stato sostenuto, per la parte italiana, da Fondazione Airc.

pubblicità

fonte:  eLife

Commenti

I Correlati

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Farmindustria richiama il peso crescente dell’innovazione oncologica: quasi il 40% della pipeline globale riguarda i tumori. Crescono trial clinici, AI e telemedicina, mentre aumenta il numero di pazienti che convivono a lungo con la malattia

Presentato il 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Sotto accusa lo stallo del Piano oncologico nazionale e delle Reti oncologiche: “Disuguaglianze e liste d’attesa non si riducono senza governance”

Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato

Ti potrebbero interessare

La chirurgia senologica in anestesia loco-regionale si conferma un’opzione efficace anche nei pazienti fragili, favorendo recupero rapido e riduzione delle complicanze post-operatorie.

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Ansia, fragilità psicologica e impatto sociale emergono dal II Rapporto ANDOS–C.R.E.A. Sanità su oltre mille pazienti: cresce la richiesta di un supporto strutturato e continuo

Un congresso a Roma riunisce specialisti per superare lo stigma e garantire terapie oncologiche appropriate

Ultime News

Più letti