Medici pensionati vaccinatori. un emendamento farà riavere il vitalizio

Previdenza | Redazione DottNet | 03/05/2021 19:53

Verrà discusso la prossima settimana: il provvedinento Inps è stato contestato dai presidenti degli Ordini e dalle forze politiche

La vicenda dei medici pensionati vaccinatori esclusi dal vitalizio potrebbe avere uno sbocco nei prossimi giorni, quando sarà discusso un emendamento al decreto Legge Covid 30/2021 che di fatto riammette alla pensione i camici bianchi che ne erano stati privati, come abbiamo spiegato nei giorni scorsi su Dottnet. Se, come tutto fa credere, il prossimo 13 maggio ci sarà il via libera all'emendamento, i tanti medici pensionati Inps potranno tornare negli hub per affiancare i colleghi, compresi gli ex convenzionati ai quali invece il vitalizio Enpam non è mai stato sospeso.

La circolare Inps numero 70 sulla questione tuttavia spiega i motivi della decisione distinguendo tra coloro per i quali è prevista la sospensione del trattamento durante il periodo dell’incarico e coloro che invece possono ricevere l’assegno insieme alla retribuzione.  Tra i primi rientrano i sanitari collocati in quiescenza con i requisiti per la pensione di vecchiaia, per cui interviene la sospensione, tra i secondi vi sono i dirigenti medici, veterinari e sanitari che rientrano nella cosiddetta quota 100 e per cui, secondo la legge, i redditi da lavoro autonomo sono cumulabili con la pensione. La nota pubblicata dall'Ente di previdenza fornisce le istruzioni relative agli effetti pensionistici degli incarichi conferiti in tali circostanze eccezionali in materia di sospensione, innanzitutto, della pensione di vecchiaia. Il documento di prassi si riferisce al Decreto legge 14 gennaio 2021, n. 2, convertito con modificazioni lo scorso 13 marzo. Il provvedimento, all’articolo 3-bis permette alle aziende sanitarie, in via eccezionale, di conferire incarichi retribuiti a personale in pensione con scadenza non oltre il 31 dicembre 2022. il documento dell'Inps spiega che nei confronti del personale sanitario collocato in quiescenza con i requisiti per la pensione di vecchiaia, a cui sono stati conferiti incarichi retribuiti dal 13 marzo 2021 in poi per l’emergenza sanitaria, l’INPS sospende il trattamento pensionistico per tutto il periodo di riferimento, ossia a decorrere dal mese in cui viene corrisposta la retribuzione e fino alla scadenza dell’incarico. Saranno le aziende sanitarie a dover trasmettere alle strutture territoriali dell’INPS il contratto di lavoro con decorrenza, durata e i mesi a partire dai quali l’incarico è retribuito, allegando la dichiarazione sostituiva di certificazione sottoscritta dal sanitario interessato.

Contro questa norma c'è stata una levata di scudi da parte di presidenti degli Ordini, tra cui il palermitano Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo: Serve subito un provvedimento legislativo che sani la follia della circolare Inps che blocca la pensione ai medici vaccinatori in quiescenza, prima chiamati alle armi per fronteggiare l’emergenza sanitaria, oggi puniti per la loro disponibilità. Una stravaganza tutta italiana”. A distanza di un anno – incalza Amato – facendo seguito al decreto del 9 marzo 2020, l’Istituto dava il via libera alle assunzioni di medici e infermieri in pensione, indicando le modalità operative. Gli incarichi potevano essere assegnati in deroga alla legislazione vigente: i medici andati in pensione potevano lavorare cumulando la pensione con l’attività lavorativa e correre in aiuto all’emergenza Covid 19. Con grande responsabilità i medici reclutati con urgenza si sono resi subito disponibili per offrire la loro esperienza a garanzia della sicurezza dei cittadini e per accelerare le somministrazioni. Ora li costringiamo a scappare altrimenti perdono la pensione”.

 

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