
Non solo il melanoma o il tumore del polmone, ma anche alcuni tipi di tumore al seno, il cancro alla vescica, al rene, all'endometrio. L'immunoterapia, che mira a risvegliare il sistema immunitario per combattere le cellule cancerose, sta allargando sempre di più il suo raggio di azione e di efficacia, dando nuove speranze a tanti malati.
Non tutti i pazienti sono ovviamente candidabili a questo tipo di cura, ma nuovi studi presentati al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) evidenziano importanti passi avanti per un approccio terapeutico all'avanguardia che oggi in Italia è accessibile e coperto dal Servizio sanitario su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud.
Le nuove terapie sono comunque oggi accessibili su tutto il territorio nazionale, "senza gap tra le Regioni, e questa - afferma Cinieri - è sicuramente un'ottima notizia: si tratta di farmaci somministrati in vena in day hospital e tutti i reparti di Oncologia, dal Nord al Sud, sono in grado di garantire tali cure. In questo caso si può dunque parlare di parità di accesso alle terapie". Le immunoterapie, inoltre, sono coperte dal Servizio sanitario nazionale ma "purtroppo si tratta di farmaci che hanno costi molto elevati e ciò pone inevitabilmente un problema di sostenibilità economica. Per questo - conclude il presidente eletto dell'Aiom - è fondamentale che venga incrementato il Fondo da 500 milioni per i farmaci oncologici innovativi".



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