
I vaccini anti-Covid a mRna riducono il rischio di infezione del 91% dopo due dosi, e dell'81% dopo la prima somministrazione. È la conclusione di un nuovo studio pubblicato sul loro sito dai Centers for diseases control (Cdc). "I vaccini anti-Covid sono uno strumento fondamentale per superare la pandemia - commenta Rochelle P. Walensky, direttrice dei Cdc - questi risultati aggiungono nuovi dati al fatto che i vaccini a mRna sono efficaci e dovrebbero prevenire la maggior parte delle infezioni. Chi è completamente immunizzato e contrae il virus, dovrebbe avere una forma più lieve e breve e diffondere meno il virus". Lo studio contiene i dati di ulteriori 4 settimane di analisi e campioni raccolti nell'ambito dello studio HEROES-RECOVER condotto sugli operatori sanitari e lavorati essenziali. In questo caso ci sono i dati di 3975 persone testate settimanalmente contro il virus SarsCoV2 per 17 settimane consecutive in 8 località degli Stati Uniti.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Dopo la proposta del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di escludere prevenzione e farmaci innovativi dai vincoli del Patto di stabilità, il ministro della Salute rilancia sul potenziamento delle risorse dedicate e sulla semplificazione
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