
Studio di fase 3 su pazienti con recidiva platino-resistente
Una riduzione del 30% del rischio di progressione della malattia o di morte nelle pazienti colpite da recidiva di carcinoma ovarico platino-resistente. Questo, in sintesi, il risultato dello studio registrativo di Fase 3 Keynote-B96 - presentato in una sessione del Presidential Symposium del Congresso 2025 della European Society for Medical Oncology (Esmo) - che valuta la molecola anti-PD1 pembrolizumab in combinazione con chemioterapia (paclitaxel) con o senza bevacizumab. Dopo 12 mesi, il tasso di sopravvivenza libera da progressione per le pazienti trattate con il regime a base di pembrolizumab è stato del 33,1% rispetto al 21,3% per le pazienti trattate con il regime a base di placebo. Nelle pazienti il cui tumore esprime PD-L1, pembrolizumab più chemioterapia con o senza bevacizumab ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 28% rispetto a placebo più chemioterapia con o senza bevacizumab.
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