
Lo rivela uno studio realizzato dall'Università della California a Irvine e che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Embo Molecular Medicine
Il motore energetico delle cellule, il mitocondrio, può incrementare l'obesità indotta dall'alimentazione. Ora grazie a una nuova scoperta, c'è un approccio farmacologico che potrebbe mirare proprio a questo aspetto. E' quanto emerge da uno studio realizzato dall'Università della California a Irvine e che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Embo Molecular Medicine. Il consumo di una dieta ricca di grassi può portare all'obesità e a disordini metabolici come diabete e fegato grasso. Il palmitato, un grasso presente nella dieta occidentale, innesca la disfunzione metabolica causando un'eccessiva fissione dei mitocondri all'interno delle cellule. Questa condizione compromette la loro funzione, minando il metabolismo e aumentando i sottoprodotti tossici associati all'insulino-resistenza in alcuni tessuti.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Rapporto Istat: oltre 8 milioni di italiani a rischio per consumo di alcol, cresce l’uso delle e-cig. In calo la sedentarietà ma restano forti divari territoriali.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
Un’équipe multidisciplinare accompagna i pazienti con anoressia, bulimia e binge eating attraverso percorsi terapeutici personalizzati e assistenza clinica completa.
Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.
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