
Studi su Jama e Lancet. Sinpf: "é una priorità per la terza dose di vaccino"
I pazienti con depressione e disturbi mentali sono 'i più fragili tra i fragili', ovvero a maggior rischio di contrarre Covid-19 nelle forme più gravi tali da richiedere ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. E' la conclusione di due importanti metanalisi pubblicate su Jama Psychiatry e su Lancet Psychiatry, che portano la Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia (SINPF) a chiedere agli esperti riuniti a Roma al G20 sulla salute, "priorità per la terza dose di vaccino" per questi pazienti. Il primo studio, condotto su 21 studi e 91 milioni di persone, conferma l'associazione tra Covid-19 e disagio mentale che avrebbero in comune fattori di rischio come una possibile alterazione della funzione immunitaria, obesità, diabete, malattie cardiovascolari, spesso osservate in questa categoria di malati.
Il rapporto della Federazione farmaceutica mondiale inserisce l'Italia tra le esperienze più significative nella vaccinazione in farmacia. Circa un vaccino su cinque viene somministrato dai farmacisti.
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Dalle terapie intensive al piano pandemico, dalla gestione dei vaccini alle competenze tra Stato e Regioni. La Commissione Covid sarà davvero utile solo se offrirà strumenti rivolti alla preparedness sanitaria.
La SIPPF denuncia la crisi del sistema REMS e il sovraccarico dei Dipartimenti di salute mentale nei casi ad alta complessità.
Firmato il decreto di riparto per il Piano nazionale salute mentale 2025-2030. Previsti oltre 250 milioni aggiuntivi nei prossimi quattro anni. Il ministro: "Non fondi a pioggia ma interventi mirati".
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Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
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