
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Pharmaceuticals realizzato dall'Università di Pisa in collaborazione con quella de L'Aquila
Le tossine ambientali possono rappresentare un fattore di rischio per patologie come il morbo di Parkinson e il diabete, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pharmaceuticals realizzato dall'Università di Pisa in collaborazione con quella de L'Aquila. Tossine ambientali, spiega l'ateneo, "che possono causare la malattia di Parkinson, sono un fattore di rischio anche per il diabete, dimostrando così una vulnerabilità condivisa tra neuroni dopaminergici e beta-cellule pancreatiche".
La ricerca, che è durata tre anni, è stata realizzata dai ricercatori del Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell'Università di Pisa, in collaborazione con quelli del Dipartimento di Scienze cliniche biotecnologiche e applicate dell'Università de L'Aquila.
"Questa ricerca - ha continuato il dottor Marco Carli, specializzando in Farmacologia e tossicologia clinica - ha sottolineato come i neuroni dopaminergici e le beta-cellule pancreatiche condividano una significativa vulnerabilità verso alcune tossine, dovuto allo stress ossidativo a cui sono sottoposte durante la loro attività e/o a sostanze esogene. D'altronde, le beta-cellule pancreatiche esprimono recettori, enzimi e trasportatori del sistema dopaminergico che potrebbe spiegare una certa similitudine con i neuroni dopaminergici. I nostri esperimenti hanno anche dimostrato che Metformina e Vitamina E proteggono dalla tossicità indotta da Rotenone, indicando un uso potenziale di queste due sostanze".
Chi vive con obesità ha un rischio molto più alto di eventi cardiovascolari e riospedalizzazioni.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
Oltre 4 milioni di italiani coinvolti. Schillaci: “Molti casi non diagnosticati”. De Cosmo (FeSDI): “Integrare clinica, digitale e governance”
La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
Commenti