
Il farmaco è al centro di un ampio programma di sviluppo clinico di cui fa parte anche lo studio clinico registrativo di fase 3 IKEMA
Con l’arrivo di un nuovo anticorpo monoclonale, isatuximab, diretto contro il CD-38, si aprono ulteriori prospettive per i pazienti colpiti dalle forme più aggressive di mieloma multiplo, quelle recidivate e refrattarie. La nuova terapia isatuximab, somministrata per via endovenosa in combinazione con pomalidomide e desametasone (pom-dex) a pazienti adulti che hanno ricevuto almeno due precedenti trattamenti (tra cui lenalidomide), ha infatti dimostrato (studio di Fase 3 ICARIA) di poter ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia. Consentendo anche una migliore qualità di vita.
“L’orizzonte delle nuove terapie continua a evolversi a una velocità esponenziale. Fra gli schemi approvati più recentemente, questa combinazione di farmaci in associazione a un anticorpo monoclonale sembra rappresentare l’arma migliore da utilizzare nei pazienti in terza linea di trattamento”, ha dichiarato Alessandro Corso, dell’Uoc di Ematologia dell’ASST Ovest Milanese dell’ospedale di Legnano, in occasione del simposio sul Mieloma Multiplo promosso al XVII Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO).
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Uno studio rivela alti tassi di interruzione precoce tra gli adulti senza diabete
Il Prof. Riccardo Candido, presidente AMD: “Deve inserirsi in un contesto di collaborazione strutturata tra medicina generale e specialistica”
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti
Commenti