
I mezzi di soccorso a livello regionale vanno previsti in numero tale da assicurare il raggiungimento dei pazienti in codice rosso in area urbana ed extraurbana rispettivamente in 8 e 20 minuti dalla chiamata in Centrale operativa; è necessario prevedere la presenza di un medico e di un infermiere ogni 60.000 abitanti; per i soccorsi servono esclusivamente infermieri di ruolo. Sono questi alcuni dei punti essenziali per la riforma nazionale del Sistema di Emergenza Territoriale 118 evidenziati dal presidente del 118 Mario Balzanelli, relatore al Forum Risk Management di Arezzo.
"La Sis 118 mette a disposizione del governo - ha affermato - sostanziali contributi per la riforma legislativa sulla base del capitale consolidato di conoscenza e di esperienza diretta sul campo".
Balzanelli ha poi spiegato che le Centrali operative devono essere dotate della funzione di geolocalizzazione satellitare e connesse per attivare in tempo reale le funzioni di telemedicina, telediagnosi, teleconsulto, con tutti i mezzi di soccorso e per tutti gli scenari critici. Per tutti gli operatori la riforma dovrebbe prevedere indennità di rischio ambientale e biologico; va istituito il profilo professionale dell'autista-soccorritore. Balzanelli infine ha ricordato l'importanza di assicurare il contatto diretto della popolazione al 118, senza pericolose perdite di tempo correlate al doppio passaggio con il 112.




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