
"Ricordiamo che esistono le leggi e il codice deontologico, aldilà dei principi di buon senso, che ci impongono l’obbligo di garantire la sicurezza delle cure". Anelli: da irresponsabili
L’Anaao Assomed giudica sciagurata la proposta delle Regioni di mantenere in servizio personale medico positivo al Covid-19, benché asintomatico e vaccinato con tre dosi. Ricordiamo che esistono le leggi e il codice deontologico, aldilà dei principi di buon senso, che ci impongono l’obbligo di garantire la sicurezza delle cure. "La sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività": questi i principi ribaditi dall’articolo 1 della legge Gelli-Bianco e, in sostanza, dall’articolo 14 del codice deontologico, non lasciando adito a dubbi circa le responsabilità in capo anche ai camici bianchi di garantire appropriatezza e sicurezza delle cure a tutela non solo della propria salute ma anche di quella dei pazienti. Una simile proposta provocherebbe al contrario danni alla salute, trasformando i reparti ospedalieri in cluster di contagio e questo non possiamo proprio consentirlo.
“Una proposta irresponsabile”. Non usa mezzi termini il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, per definire la richiesta delle Regioni: richiamare in servizio i medici positivi al Covid, purché asintomatici e vaccinati con tre dosi. “Se venisse attuata, tanto varrebbe abolire l’obbligo di vaccinazione – commenta -. La ratio dell’obbligo è quella di garantire la sicurezza dei pazienti, evitando che il medico diventi veicolo di contagio. La vaccinazione è strumento di prevenzione, non certo il lasciapassare per poter lavorare da positivi”.
Nei giorni scorsi le Regioni avevano chiesto di far lavorare i medici e infermieri dei reparti Covid con tre dosi di vaccino anche se sono positivi, l'importante è che siano asintomatici. Gli Enti avevano inserito un settimo punto nella lettera con la quale la settimana scorsa hanno proposto al governo una serie di cambiamenti delle regole, tra le quali anche quella che prevede un nuovo modo di conteggiare i ricoverati. Il ministro alla Salute Roberto Speranza aveva annunciato un tavolo tecnico per discutere di come intervenire sulle regole. Le Regioni vorrebbero anche che finisse l'era degli scenari basati sui colori. A parlarne, a stretto giro, sarà un gruppo che è stato individuato ieri pomeriggio da una lettera inviata dal ministero alle amministrazioni locali. Lo comporranno cinque tecnici indicati dalle Regioni, il capo della prevenzione del ministero Gianni Rezza, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, quello del Consiglio superiore di sanità Franco Locateli! e il colonnello Giuseppe Algeri, della struttura commissariale guidata da Francesco Figliuolo.
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