Approvato dall’Aifa il rimborso del Nivolumab e Ipilimumab che trattati insieme aumentano la sopravvivenza a sei anni e mezzo nei casi avanzati con metastasi celebrali
Tutti i pazienti e non solo quelli della Campania in cura presso l’Istituto dei tumori di Napoli, colpiti da melanoma avanzato con metastasi celebrali, potranno, in tutta Italia, essere curati con la combinazione di due farmaci, il Nivolumab e l’Ipilimumab. Ritenuta a livello internazionale la prima opzione di trattamento per le persone con metastasi cerebrali asintomatiche, indipendentemente dallo stato mutazionale del gene BRAF, questa combinazione fino ad oggi in Italia era praticata solo al Pascale grazie a una scelta di civiltà della Regione Campania che aveva deciso sin dal 2019 di garantirne la rimborsabilità per tutti i pazienti colpiti da questa malattia. Una scelta di civiltà scaturita dai numeri.
"Grazie a questi due farmaci combinati insieme – spiega Paolo Ascierto (nella foto), direttore del Dipartimento Melanoma, Immunoterapia e Terapie Innovative del Irccs partenopeo – finora il 49% dei pazienti trattati è vivo a 6 anni e mezzo. In particolare, la sopravvivenza globale mediana è stata di 72,1 mesi con Nivolumab più Ipilimumab. È, quindi, risultato decisivo l’impatto della combinazione sulla sopravvivenza globale, soprattutto se si considera che, prima dell’immunoterapia, la speranza di vita dei pazienti con melanoma metastatico era di circa 6 mesi e meno del 10 per cento era vivo a un quinquennio".
Un altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che il 77 per cento dei pazienti vivi a 5 anni e che hanno ricevuto la combinazione non ha più avuto necessità di ricevere un trattamento sistemico. La duplice immunoterapia ha evidenziato un significativo ‘effetto memoria’: la sua efficacia si mantiene a lungo termine, anche dopo la fine delle cure.
"Grazie alla sensibilità e alla lungimiranza del Governatore De Luca – dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – alla solerzia del servizio farmaceutico regionale, la proposta del professore Ascierto è diventata la realtà che ora trova riscontro nelle scelte nazionali. Il Pascale si conferma all’avanguardia nella ricerca dimostrando, come ad esempio anche con il Tocilizumab, che le intuizioni dei nostri ricercatori diventano prima o poi decisioni istituzionali condivise". Il provvedimento è da ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
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