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Secondo uno studio Usa l'aspirina non riduce le recidive per il tumore al seno

Da tempo circolava l'ipotesi che proprio l'aspirina invece proteggesse in qualche modo dal carcinoma maligno mammario
Oncologia

Uno studio Usa e' giunto alla conclusione che l'uso regolare di aspirina in donne che hanno sofferto di tumore del seno non riduce i rischi di recidiva del tumore stesso. Da tempo circolava l'ipotesi che proprio l'aspirina invece proteggesse in qualche modo dal carcinoma maligno mammario. L'indagine in questione e' stata realizzata da ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ed i suoi risultati sono stati illustrati da Wendy Chen alla conferenza dell' 'American Society of Clinical Oncology' (ASCO). "Nel trial che si e' basato sull'uso di 300 mg di aspirina in un gruppo di pazienti e di un placebo nell'altro - ha spiegato Chen - non si e' osservato alcun beneficio dall'assunzione quotidiana di aspirina in termini di ricorrenza del tumore e di sopravvivenza".

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Lo studio e' stato interrotto anticipatamente. "In realta' - ha aggiunto Chen - si stava osservando un'incidenza numericamente piu' alta di ricorrenze del tumore in chi prendeva l'aspirina, anche se il dato non e' risultato statisticamente significativo". La ricerca ha coinvolto piu' di 3.000 donne sotto i 70 anni di eta' che avevano avuto il cancro del seno ed erano considerate ad alto rischio. Secondo la ricercatrice Angela DeMichele, dell' 'Abramson Cancer Center' dell' universita' di Pennsylvania "la direzione e la grandezza dei dati gia' ottenuti precludeva la possibilita' che si potessere avere dei benefici nel continuare i follow-up delle pazienti".

Oncologia
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