
Lo rivela uno studio dell'Università di Oxford
Chi segue una dieta vegetariana riduce del 14% il rischio di avere il cancro, i vegetariani quindi avrebbero una vita più lunga Secondo l’Università di Oxford anche con un consumo moderato determina una minore insorgenza di tumori, in particolare per colon-retto, seno e prostata. Uno studio dell'Università di Oxford ha sottolineato come una dieta vegetariana abbassi il rischio di cancro del 14%. Coloro che seguono una dieta vegetariana hanno una probabilità inferiore del 14% di contrarre o sviluppare il cancro rispetto a chi, invece, fa consumo di carne: è quanto emerge da uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno analizzato le abitudini alimentari di 470 mila abitanti del Regno Unito.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
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