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La dieta vegetariana riduce il rischio di sviluppare il cancro del 14%

Oncologia Redazione DottNet | 25/02/2022 16:52

Lo rivela uno studio dell'Università di Oxford

Chi segue una dieta vegetariana riduce del 14% il rischio di avere il cancro, i vegetariani quindi avrebbero una vita più lunga Secondo l’Università di Oxford anche con un consumo moderato determina una minore insorgenza di tumori, in particolare per colon-retto, seno e prostata. Uno studio dell'Università di Oxford ha sottolineato come una dieta vegetariana abbassi il rischio di cancro del 14%. Coloro che seguono una dieta vegetariana hanno una probabilità inferiore del 14% di contrarre o sviluppare il cancro rispetto a chi, invece, fa consumo di carne: è quanto emerge da uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Oxford, che hanno analizzato le abitudini alimentari di 470 mila abitanti del Regno Unito.

Il collegamento tra una dieta ricca di carne – definita, nel contesto nello studio, come più di cinque volte a settimana – e il cancro pare evidente, ed è anche rafforzato dal fatto che coloro che invece ne consumano quantità minori (pur senza rinunciarci) avevano comunque un rischio inferiore del 9%.

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Confrontando l'incidenza di tumori specifici con la dieta dei partecipanti, il rischio si abbassava del 9% nei casi di cancro colorettale, rispetto a coloro che mangiavano carne più di cinque volte a settimana. Nel caso di cancro alla prostata, il rischio era del 20 per cento più basso tra gli uomini che mangiavano pesce ma non carne e addirittura del 31 per cento più basso tra gli uomini che seguivano una dieta vegetariana, rispetto a quelli che mangiavano carne più di cinque volte a settimana. Le donne in post menopausa che seguivano una dieta vegetariana avevano un rischio di cancro al seno inferiore del 18 per cento rispetto a quelle con una dieta più incentrata sul consumo di carne. Tuttavia, i risultati suggeriscono che questo dato deriva anche dal fatto che le donne vegetariane tendono ad avere un indice di massa corporea (Bmi) più basso rispetto alle donne che mangiano carne.

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