
Impatto moderato sui "like" a contenuti anti-vaccini
Limitare e rendere difficile l'accesso ai gruppi no-vax, informare gli utenti che quelle che si stavano per visionare erano informazioni non scientificamente verificate. Dopo anni di crescente opposizione ai vaccini e diversi focolai di morbillo, una malattia prevenibile con i vaccini, Facebook ha stabilito nel 2019 la sua prima politica per fermare la diffusione della disinformazione sui vaccini. Ma ha funzionato? I risultati di un nuovo studio della George Washington University pubblicato sulla rivista Vaccine sembrerebbero far propendere per un si. La politica di Facebook ha in effetti ridotto le interazioni delle persone con la disinformazione sui vaccini. I ricercatori hanno monitorato 172 pagine Facebook anti e pro-vaccini e raccolto post da queste pagine sei mesi prima e sei dopo la messa in atto della politica da parte del popolare social network, avvenuta a marzo 2019.
Allarme su adolescenti e gravidanza: richiami non completati e immunizzazione materna ancora poco diffusa. In Europa tornano a crescere pertosse e morbillo
Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
Colpisce all’improvviso, può evolvere in poche ore e anche nei bambini in apparenza più sani. In occasione della Giornata mondiale, i pediatri di famiglia rilanciano l’importanza della prevenzione vaccinale
Commenti