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Mix di antivirali riduce la replicazione del Covid

Farmaci Redazione DottNet | 09/03/2022 14:10

Lo rivela lo studio internazionalecoordinato dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista Communications Biology

Una combinazione di farmaci antivirali può ridurre la replicazione del virus SarsCov2 fino a dieci volte di più di quanto possa fare un singolo antivirale. Lo indica lo studio internazionalecoordinato dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista Communications Biology.  Il mix di farmaci, basato sulla combinazione di inibitori delle polimerasi e delle esonucleasi, gli enzimi che consentono al virus di riprodursi, apre la strada a future combinazioni di antivirali. "Il Covid ha creato una crisi di salute pubblica senza precedenti, con gravi effetti sull'economia e sulle infrastrutture globali; tuttavia, possiamo usare il potere della scienza per fermare questa pandemia", osservano gli studiosi.

  "Ci aspettiamo che combinazioni di farmaci come quelle che abbiamo trovato inibiranno i virus a Rna come SarsCov2 e altri coronavirus che potrebbero portare a future pandemie", aggiungono. Il virus SarsCoV2 responsabile della pandemia di Covid-19 utilizza la proteina chiamata polimerasi per replicare il suo genoma di Rna all'interno delle cellule umane infette.

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In teoria, terminare la reazione della polimerasi dovrebbe fermare la propagazione del coronavirus, portando alla sua eradicazione da parte del sistema immunitario dell'ospite umano. Tuttavia, Sars Cov-2 ha due enzimi chiave che gli consentono di replicarsi: la polimerasi che riproduce il suo Rna e un'esonucleasi che corregge gli errori nel processo di replicazione. La presenza dell'esonucleasi è unica per i coronavirus ed è necessaria per ridurre il numero di mutazioni e quindi mantenere l'integrità e la funzione dei grandi genomi a Rna dei coronavirus. Per questo, stando ai ricercatori, l'approccio vaccinale è stato abbastanza efficace nel contenere la pandemia di Covid-19 perché i coronavirus non mutano così frequentemente come invece accade con il virus dell'influenza e l'Hiv, che non hanno funzione di correzione e quindi mutano più frequentemente.

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