Canali Minisiti ECM

Al 63% dei medici non piacciono i sistemi informatici: studio Anaao

Sindacato Redazione DottNet | 28/03/2022 13:52

"Quando i software sono lenti, le procedure informatiche indaginose e ripetitive, l’insoddisfazione cresce”

"Quando i software sono lenti, le procedure informatiche indaginose e ripetitive, l’insoddisfazione cresce”

I software utilizzati dai medici ospedalieri offrono un prezioso database per consultare la storia clinica del paziente, elaborare analisi statistiche ed epidemiologiche, recuperare e duplicare i referti. Ma chi li utilizza nel quotidiano non è soddisfatto. È quanto emerge da una indagine condotta dall’Anaao Assomed Piemonte tra 227 medici ospedalieri e dirigenti sanitari.

“I clinici vorrebbero visitare, operare, curare e non occupare tempo in quella che viene percepita come attività burocratica”; ma “quando i software sono lenti, le procedure informatiche indaginose e ripetitive, l’insoddisfazione cresce”.

Il 63,2% dei medici, dunque, si ritiene totalmente o per molti aspetti insoddisfatto del software di gestione dei pazienti.

L’83% riferisce che il mal funzionamento del software rallenta l’attività clinica, e per il 42% del totale questo avviene quotidianamente. Peraltro i software in uso in ciascun reparto sono spesso più di uno: per gli esami di laboratorio, per quelli radiologici, per i pazienti ricoverati, ancora un altro per i pazienti ambulatoriali e di pronto soccorso, poi per la richiesta di farmaci, per le esenzioni, per i certificati vari. Insomma, un dedalo di password, piattaforme differenti, logiche di sistema una diversa dall’altra. Per il 72% di chi ha più software, questi sistemi sono diversi tra loro e non si parlano. E quindi, per visionare gli esami di un paziente è necessario uscire da un sistema ed entrare in un altro.

pubblicità

In conclusione, il 96% del campione ritiene che la scarsa efficienza dei sistemi informatici contribuisca allo stress lavoro correlato. “E quindi, probabilmente - sostiene l’Anaao - è una delle cause che induce un medico ospedaliero piemontese al giorno a dimettersi dall’ospedale, per cercare differenti opportunità di lavoro”.

“Questi risultati sono estremamente eloquenti - conclude l’Anaao Assomed -, offrono l’opportunità di migliorare l’efficienza degli ospedali, la soddisfazione dei lavoratori e quindi impongono una revisione della rete informatica, che deve obbligatoriamente coinvolgere i medici ed i sanitari che quotidianamente utilizzano i software”.

Commenti

I Correlati

Avviato il confronto per il rinnovo 2025-2027: risorse fino a 1,5 miliardi a regime. Coinvolti oltre 590mila lavoratori del Ssn

Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.

Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.

Presidio in Calabria per il rinnovo dei contratti della sanità privata. Una protesta locale che anticipa lo sciopero nazionale del 17 aprile.

Ti potrebbero interessare

Dopo il ricorso sul diritto di sciopero, il sindacato apre una fase di mobilitazione contro il progetto di riordino della medicina generale. Critiche su autonomia e organizzazione

Aaroi-Emac apprezza il rapido avvio del negoziato 2025-2027. Vergallo: “Ci sono margini per migliorare organizzazione e chiarezza delle regole”. Attenzione a flessibilità e orario di lavoro

Il sindacato chiede di chiudere rapidamente la parte economica e di introdurre una clausola di salvaguardia. Focus su indennità, intramoenia e organizzazione del lavoro

Il sindacato lega la firma del contratto alla capacità di fermare la fuga dal Ssn. Critiche sulle risorse e sulla mobilità tra sedi. Focus anche su welfare e parità di genere

Ultime News

Più letti