Canali Minisiti ECM

Il ruolo del freno immunitario PD-1 nel tumore del colon-retto

Farmaci Redazione DottNet | 19/04/2022 15:36

Il compito di PD-1 consiste nel frenare l’attività delle cellule del sistema immunitario per evitare reazioni eccessive in termini sia di quantità sia di durata

Ci sono tumori che rispondono bene all’immunoterapia (come il melanoma), mentre altri tendono a sviluppare resistenza o a non rispondere affatto. il gruppo guidato da Stefania Scala all’IRCCS Istituto nazionale dei tumori di Napoli sta studiando in particolare la capacità del tumore del colon-retto di resistere all’immunoterapia. In un articolo pubblicato sul Journal for Immunotherapy of Cancer, il gruppo ha di recente descritto il ruolo di una particolare proteina, il recettore PD-1, nel condizionare la risposta all’immunoterapia da parte di questo tipo di tumore. Lo studio è stato condotto con il sostegno di Fondazione AIRC.

PD-1 è una proteina localizzata sulle cellule del sistema immunitario. Il suo compito consiste nel frenare l’attività di tali cellule, per evitare reazioni immunitarie eccessive in termini sia di quantità sia di durata.

In presenza di un tumore, però, è bene che il sistema immunitario eserciti la propria azione di difesa. Da questo ragionamento è nata l’idea di sviluppare inibitori di PD-1, in grado di rimuovere i freni al sistema immunitario, che è alla base di alcuni approcci di immunoterapia. Rimuovendo i freni, gli inibitori permettono al sistema immunitario di esercitare al massimo le proprie capacità antitumorali. “Con il tempo, però, si è scoperto che anche le cellule di alcuni tipi di tumore possono presentare sulla propria superficie la proteina PD-1 e che ciò può influire sulla risposta all’immunoterapia” spiega Scala. “In particolare, nel caso del melanoma e di altri tipi di tumore, la presenza di PD-1 ha un impatto positivo sulla terapia. Noi ci siamo chiesti se nel tumore del colon-retto non accadesse invece il contrario.”

pubblicità

Scala e colleghi hanno quindi lavorato con cellule in coltura di tumore del colon-retto, osservando che cosa accadeva dopo l’aggiunta di un inibitore di PD-1, il nivolumab. “Abbiamo osservato che non solo l’inibitore non riduceva la crescita tumorale, ma tendeva addirittura a promuoverla. Inoltre l’inibitore di PD-1 faceva aumentare anche la resistenza delle cellule tumorali a chemioterapia e radioterapia.” Analisi molecolari successive hanno svelato che, nelle cellule di tumore del colon-retto con la proteina PD-1, il trattamento con nivolumab regola i geni della risposta immunitaria in maniera opposta rispetto a quanto accade nel caso del melanoma. “Questi risultati ci dicono che potrebbe essere opportuno considerare l’espressione di PD-1 nei pazienti con tumore del colon-retto” commenta Scala. “La presenza di elevati livelli di questa proteina, infatti, potrebbe essere indicativa di una mancata risposta all’immunoterapia. Il prossimo obiettivo della nostra ricerca sarà confermare questa ipotesi in uno studio con un ampio numero di pazienti.”

Commenti

I Correlati

Un’ampia ricerca internazionale rassicura le future mamme: i trattamenti contro il reflusso non compromettono la salute dei figli.

Dall’IRCCS Regina Elena un’analisi del valore della comunicazione infermiere-paziente in oncologia: empatia, informazione e continuità migliorano l’esperienza di cura.

Dall’alimentazione consapevole alla lotta alle fake news, l’Istituto Superiore di Sanità indica dieci priorità per il nuovo anno. Al centro prevenzione, benessere psicologico e responsabilità collettiva.

Usa, approvata la nuova pillola per dimagrire

Farmaci | Redazione DottNet | 23/12/2025 11:22

Arriva una novità negli Stati Uniti dal 2026. La Fda ha approvato la versione in pillola del Wegovy, efficace quanto le iniezioni.

Ti potrebbero interessare

Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi

Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi

Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project

La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti

Ultime News

Più letti