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Pillola orforglipron riduce peso e glicemia più di semaglutide

Farmaci Redazione DottNet | 26/02/2026 13:44

Nel trattamento del diabete di tipo 2, gli agonisti del recettore del GLP-1 rappresentano una delle strategie terapeutiche più efficaci per il controllo della glicemia e la riduzione del peso corporeo.

Attualmente, l’unico farmaco orale appartenente a questa classe è semaglutide, che richiede però assunzione a stomaco vuoto e precise restrizioni alimentari.

La disponibilità di un’alternativa orale senza vincoli di digiuno potrebbe migliorare l’aderenza terapeutica e ampliare le opzioni per i pazienti che preferiscono evitare le formulazioni iniettabili.

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Lo studio clinico

Il trial di fase 3 Achieve-3, pubblicato su The Lancet, è il primo studio di confronto diretto tra:

  • orforglipron (12 mg o 36 mg)
  • semaglutide orale (7 mg o 14 mg)

Lo studio ha coinvolto oltre 1.500 adulti con diabete di tipo 2 arruolati in 131 centri clinici in Argentina, Cina, Giappone, Messico e Stati Uniti, con un follow-up di 52 settimane.

Orforglipron è una piccola molecola con lo stesso target farmacologico del peptide semaglutide, ma con una differenza rilevante: può essere assunta indipendentemente dai pasti.

Il farmaco è attualmente in valutazione regolatoria presso la Food and Drug Administration.

Risultati principali

Dopo un anno di trattamento:

Riduzione della glicemia: orforglipron ha mostrato un calo medio dell’emoglobina glicata superiore rispetto a entrambi i dosaggi di semaglutide.

Perdita di peso:

Orforglipron: riduzione media del 6–8%

Semaglutide orale: riduzione del 4–5%

Peso medio iniziale dei partecipanti: 97 kg

Sul fronte della sicurezza:

Interruzione per eventi avversi (soprattutto gastrointestinali):

  • 9–10% nei gruppi orforglipron
  • 4–5% nei gruppi semaglutide

Il profilo di tollerabilità appare coerente con la classe dei GLP-1 RA.

Complicazioni cliniche e prospettive

Se approvato, orforglipron potrebbe rappresentare:

  • una nuova opzione orale nella terapia del diabete di tipo 2
  • un’alternativa per chi desidera evitare iniezioni
  • una soluzione più flessibile dal punto di vista alimentare

La combinazione tra maggiore efficacia metabolica e praticità d’uso potrebbe incidere sull’aderenza a lungo termine, aspetto cruciale nella gestione della patologia.

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