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Farmaci personalizzati, Ad Novartis: benefici per le malattie rare

Aziende Redazione DottNet | 29/04/2022 18:39

Pasquale Frega: "Tanta strada da fare ma vi è accelerazione anche su sviluppo"

Oggi i farmaci personalizzati rappresentano il 30% del totale ma nel futuro, tra 10-15 anni, questo approccio alle terapie e alle cure tenderà a crescere e "i benefici si sentiranno non solo per chi soffre di patologie più diffuse, ma anche per chi è colpito da malattie rare". Ne è sicuro l'Ad di Novartis Italia, Pasquale Frega, sentito dall'ANSA nell'ambito del recente accordo raggiunto con la Regione Sardegna sullo sviluppo di una partnership anche attraverso le possibilità offerte dal Pnrr. "La personalizzazione delle terapie significa cure più efficaci in quel paziente e con meno effetti collaterali - aggiunge - Su 8mila malattie rare, più o meno 120 hanno oggi un farmaco: c'è tantissima strada da fare, ma sitiamo assistendo ad un'accelerazione della ricerca sulla personalizzazione delle cure.

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I pazienti sono pochi, è difficile condurre studi magari anche per distribuzione territoriale dei malati ma c'è già un approccio diverso e molte barriere stanno cadendo".  Frega ammette che l'elaborazione del singolo farmaco personalizzato "sarà sempre più costoso, ma la ricerca e lo sviluppo a livello mondiale è in costante crescita e ci sono ancora tante risposte mediche che non soddisfatte: basti pensare che nel mondo all'anno vengono investiti 200 miliardi di dollari e di questi 10 mld vengono investiti da Novartis".

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