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Pensionati Enpam, a luglio il bonus da 200 euro

Previdenza Redazione DottNet | 03/06/2022 23:17

Per vedersi erogare il bonus non c’è bisogno di presentare nessuna domanda

Ormai si parla soltanto di lui: il bonus di 200 euro previsto dal Governo Draghi per controbilanciare l’impennata dell’inflazione legata ai rincari energetici ed agli eventi bellici. Il termine esatto utilizzato dalla legge è: "Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti, per pensionati ed altre categorie di soggetti". Questo almeno è il titolo che è stato utilizzato dal legislatore negli articoli 31 e 32 del cosiddetto Decreto Aiuti, il Decreto-Legge n. 50/2022. 

In giro c’è parecchia confusione, quindi cerchiamo intanto di ribadire alcuni punti fermi. Innanzitutto per vedersi erogare il bonus non c’è bisogno di presentare nessuna domanda. Per gli aventi diritto il bonus arriverà ai titolari di stipendio o di pensione con il rateo di luglio, senza dover fare nulla.li supera, non ha diritto al bonus.

Più esattamente, dice il comma 1, dell’art. 31 del decreto, il bonus spetta a quei lavoratori dipendenti per i quali, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico (per i quali comunque si avrà diritto ai 200 euro su domanda a cura dell’Inps), è riconosciuto un esonero, disposto nella legge di bilancio di quest’anno, sulla quota dei contributi previdenziali per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali, nel presupposto che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l'importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Ed in effetti 2.692 euro moltiplicati per 13 mensilità fanno appunto 35.000 euro annui.

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E per i pensionati come funziona? Sostanzialmente allo stesso modo. L’art. 32 del decreto dice che il bonus sarà liquidato dall’Inps a tutti i titolari di pensione dell’Istituto. Precisamente la norma recita: "In favore dei soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro, l’Inps corrisponde d’ufficio un’indennità una tantum pari a 200 euro. Stesso discorso anche per i percettori del reddito di cittadinanza.

E se la mia pensione non è erogata dall’Inps? In questo caso, dice sempre la norma, il casellario centrale dei pensionati individua l’Ente previdenziale incaricato dell’erogazione dell’indennità una tantum, che provvede negli stessi termini e alle medesime condizioni, ed è successivamente rimborsato dall’Inps a seguito di apposita rendicontazione. Quindi, per i medici che dovessero avere soltanto la pensione Enpam, il bonus sarà erogato dall’Enpam in modo totalmente automatico. 

Ma su questo bonus debbo pagare le tasse? Assolutamente no, si tratta di un importo completamente svincolato dal reddito: la norma dice che essa non costituisce reddito ai fini fiscali, né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, non è cedibile, non è sequestrabile, non è pignorabile.

E se non ho né uno stipendio né una pensione? In questo caso, dalle prime indicazioni disponibili, sembra che non si abbia possibilità di incassare i 200 euro, ma conviene aspettare le successive determinazioni, primo fra tutti il decreto attuativo, di prossima emissione, che consentirà, sulla base dell’art. 33 del decreto, il pagamento del bonus anche ai lavoratori autonomi in attività (medici e odontoiatri compresi). Avremo dunque certamente occasione di ritornare a breve sull’argomento.

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