
Una due giorni di confronto tra i massimi esperti del panorama italiano sull’impatto della malattia prostatica, su come la ricerca abbia cambiato le terapie, il tutto con la speranza di poter allungare e rendere migliore la qualità della vita dei paz
Una due giorni di confronto tra i massimi esperti del panorama italiano sull’impatto della malattia prostatica, su come la ricerca abbia cambiato le terapie, il tutto con la speranza di poter allungare e rendere migliore la qualità della vita dei pazienti che ne sono colpiti
"Lo scenario terapeutico delle neoplasie della prostata avanzate in questo ultimo decennio è radicalmente cambiato, migliorando l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti. In questo scenario si stanno affacciando delle terapie che consentono di definire la strategia terapeutica sulla base di specifici profili molecolari. Se a questo aggiungiamo la disponibilità di molteplici farmaci con profili di efficacia e tollerabilità diversificati possiamo iniziare a parlare, per la prima volta nel caso delle neoplasie prostatiche, di personalizzazione della sequenza terapeutica. Il Convegno PERSONMED ha offerto l’opportunità di discutere delle diverse opzioni terapeutiche nei diversi setting di malattia (malattia resistente alla castrazione metastatica e non, malattia metastatica ormonsensibile) e delle loro ricadute in termini di impatto sulla qualità di vita. L’evoluzione delle strategie terapeutiche sta offrendo ai pazienti affetti dalle neoplasie della prostata avanzate una diversificazione delle opzioni terapeutiche, con chiari benefici non solo in termini di quantità ma anche di qualità di vita.
"Negli ultimi anni l’oncologia sta vivendo una rivoluzione terapeutica, grazie alla possibilità di personalizzare le terapie in modo molto preciso sulle caratteristiche cliniche, fisiopatologiche e genetiche. Per massimizzare l’efficacia delle terapie è necessario migliorare le competenze nella relazione medico paziente, personalizzando anche la comunicazione sulle caratteristiche specifiche delle persone. Culturalmente siamo indotti a vedere le difficoltà di adattamento e le fragilità, molto meno le risorse, mentre sono proprio le qualità positive che ciascuno di noi ha che ci permettono di affrontare gli eventi impegnativi della vita ritrovando il proprio equilibrio. La maggior parte delle persone non è consapevole delle proprie qualità positive, se l’equipe multidisciplinare impara a riconoscerle e utilizzarle in modo semplice, aiuta le persone non solo ad affrontare la malattia ma anche a vivere la propria vita", ha spiegato Luca Ostacoli, Psichiatra, Professore Associato in Psicologia Clinica c/o A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino
Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Una terapia locoregionale mininvasiva, basata su ittrio-90, entra per la prima volta nella sperimentazione clinica sui tumori pancreatici non operabili. Il Policlinico Gemelli unico centro italiano coinvolto nello studio internazionale
Un’iniezione locale di nivolumab sulle lesioni precancerose della bocca riduce il rischio di progressione e può evitare interventi chirurgici ripetuti e debilitanti.
Una ricerca della Sapienza individua un nuovo bersaglio molecolare che potrebbe rendere le terapie più efficaci
Tra innovazione scientifica e frammentazione organizzativa, la sperimentazione clinica resta un’opportunità mancata per molti. I clinical trial center chiedono una svolta strutturale per garantire equità di accesso alle cure.
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