
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato la prima linea guida per la terapia della malattia da virus Ebola, con nuove raccomandazioni per l'uso di due anticorpi monoclonali. L'Oms chiede alla comunità internazionale di aumentare l'accesso a questi medicinali salvavita. Ebola è una malattia grave e spesso mortale ma si è dimostrato che la diagnosi precoce e il trattamento con cure di supporto, con reintegrazione di liquidi ed elettroliti e trattamento dei sintomi, migliorano significativamente la sopravvivenza. Ora, a seguito di una revisione sistematica e di una meta-analisi di studi clinici, l'Oms ha formulato forti raccomandazioni per due trattamenti con anticorpi monoclonali: mAb114 (Ansuvimab; Ebanga) e REGN-EB3 (Inmazeb). Le sperimentazioni cliniche sono state condotte durante le epidemie di Ebola, con la più grande sperimentazione condotta nella Repubblica Democratica del Congo, "a dimostrazione che il massimo livello di rigore scientifico - afferma l'Oms - può essere applicato anche durante le epidemie di Ebola in contesti difficili".

Raddoppiati rispetto al 2025, mentre il segretario alla Salute rivendica la gestione dell'epidemia.

Il sistema RespiVirNet è bloccato da marzo per problemi legati alla privacy. Medici e autorità sanitarie affrontano la nuova stagione senza bollettini epidemiologici aggiornati.

Nel rapporto sui contagi tra settembre 2025 e agosto 2026, il nostro Paese registra il 28% dei casi UE/SEE. Solo l'84% ha ricevuto la seconda dose di vaccino.

In Italia restano elevate le resistenze di alcuni batteri agli antibiotici, con rischi rilevanti per pazienti fragili, anziani e ospiti delle RSA. La HTIDE Conference di Genova punta su diagnosi tempestive, prescrizioni appropriate e collaborazione t
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