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Dati Covid in salita: ipotesi mascherine al chiuso. Pronta la nuova circolare del Ministero con le linee guida

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/10/2022 20:58

Il documento "Indicazioni per la gestione dell'epidemia SARS-CoV-2 nella stagione autunno-inverno 2022-2023" spiega come comportarsi dalla prevenzione alle cure domiciliari

A distanza di pochi giorni dalla fine dell'ultimo obbligo generalizzato, quello relativo all'impiego delle mascherine sui mezzi pubblici e si ventila l'ipotesi di rintrodurre le mascherine, anche se al momento è solo un'ipotesi. Tuttavia la bozza del Ministero (clicca qui per scaricare il documento completo), all'esame delle Regioni, parla chiaro: la mascherina potrebbe diventare di nuovo obbligatorie solo se i numeri dei contagi dovessero peggiorare con evidenza e la situazione dovesse impattare sulle strutture sanitarie.

I dati però parlano chiaro: "L'ondata estiva ha evidenziato che la pandemia non è ancora terminata" ma allo stesso tempo non si può prevedere come evolverà la situazione. L'Italia deve in ogni caso prepararsi, per il terzo anno consecutivo "ad affrontare un autunno e un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute". Il ministero alla Salute ha inviato a tutte le Regioni la bozza di circolare dal titolo "Indicazioni per la gestione dell'epidemia SARS-CoV-2 nella stagione autunno-inverno 2022-2023", firmata dalle direzioni Prevenzione e Programmazione. Il testo, che verrà pubblicato a breve salvo clamorose prese di posizione delle Regioni, mette un punto sulle cose da fare nel caso di un ritorno del Covid, che ha ripreso a contagiare molte persone: dalla vaccinazione, all'uso delle mascherine.

Il Ministro Speranza lascia la sua poltrona con un ultimo decreto, quello che in gergo si chiama  "prepardness", cioè l'attività preparatoria per poter affrontare l'epidemia nel migliore dei modi. Nelle conclusioni si spiega tra l'altro che "il futuro della pandemia da Sars-Cov-2 non dipende solo da nuove varianti che possono emergere e sostituire quelle precedentemente circolanti, ma anche dai comportamenti e dallo stato immunitario della popolazione".  Le Regioni devono predisporre "a livello regionale e locale un rapido adattamento delle azioni e dei servizi sanitari nel caso in cui un peggioramento dell'epidemia dovesse portare ad una aumentata richiesta assistenziale e territoriale".

Nel documento si elencano i fattori che rendono incerta l'evoluzione epidemiologica e quindi le possibili ricadute sul sistema sanitario. Intanto "gli andamenti epidemiologici e di impatto sui sistemi sanitari potrebbero cambiare in seguito alla comparsa di nuove varianti virali in grado di aumentare la trasmissibilità o la gravità clinica dei casi". Poi bisogna valutare il livello di adesione alla campagna della quarta dose. Terzo fattore è la riapertura delle scuole, che va insieme al quarto cioè il "soggiorno in ambienti chiusi durante i mesi invernali". Poi c'è la questione degli altri virus che circoleranno col freddo, in primis l'influenza. Altri punti sono  il grado di suscettibilità della popolazione nei confronti dell'infezione e della malattia grave e la mobilità dei cittadini. Infine, bisogna valutare "gli effetti a lungo termine dell'infezione, cioè l'incidenza del cosiddetto Long Covid".

Il ministero premette che gli interventi non farmacologici sono stati fondamentali per limitare la diffusione del virus, "proteggere i più vulnerabili e ridurre la pressione sui sistemi sanitari". Riguardo all'isolamento, continua ad essere considerato uno strumento utile. "Secondo recenti indicazioni dell'Oms, sarebbe quindi opportuno concentrarsi su misure mirate che proteggano le popolazioni vulnerabili". Ricerca contatti e quarantena dovrebbero essere applicate a chi rischia la malattia grave, in contesti come le strutture sanitarie oppure in situazioni di maggiore preoccupazione, ad esempio se arriva una nuova variante preoccupante.

La protezione resta solo necessaria per entrare nellle strutture sanitarie. Dal ministero si spiega che questi dispositivi possono ancora tornare utili. "Il loro uso in spazi pubblici chiusi potrà essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico, dell'assistenza sanitaria, sul funzionamento dei servizi essenziali". E se ci sarà un peggioramento dell'epidemia "si potrà valutare l'adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti".

La circolare ribadisce, inoltre, l'importanza di un'adeguata ventilazione e soprattutto di utilizzare i nuovi vaccini bivalenti il più possibile è una delle strategie indicate dal ministero. "Per il 2022-2023 l'obiettivo della campagna vaccinale sarà quello di continuare a mettere in sicurezza prioritariamente anziani e fragili, proteggendoli dalla malattia grave e dalla ospedalizzazione". Bisogna "colmare le lacune" nella copertura con le prime due dosi e della terza e quarta, fare insieme anti Covid e anti influenzale, fare "programmi di vaccinazione con vaccini adattati, identificando gruppi di popolazione prioritari ed assicurando che ci sia una disponibilità sufficiente di dosi", monitorare efficacia e sicurezza dei medicinali, e "implementare strategie di comunicazione efficaci per promuovere l'assunzione di dosi di richiamo, il completamento della serie primaria e la campagna sui nuovi vaccini e adattati e sui vaccini proteici". Le raccomandazioni, è spiegato, si basano su prese di posizione delle agenzie europee per il controllo delle malattie (Ecdc) e per i farmaci (Ema).

Al momento la gestione clinica dell'infezione è precoce e il peso sulle strutture sanitarie è limitato. "Tale gestione è evoluta nel tempo, riflettendo l'evoluzione delle conoscenze relative alla patogenesi, ai sintomi presentati dai pazienti, alle nuove evidenze sulle terapie, e alla disponibilità di nuovi farmaci antivirali e anticorpi monoclonali", si spiega nella circolare anche per rispondere indirettamente a chi accusa il sistema sanitario di aver dato all'inizio indicazioni non efficaci. Si rimanda poi alle raccomandazioni del ministero per la gestione domiciliare dei pazienti che "riflettono le indicazioni delle Autorità sanitarie internazionali, basate su evidenze scientifiche ottenute da studi clinici ed epidemiologici internazionali, e le indicazioni fornite nelle Schede Informative dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che vengono aggiornate in relazione alla rapida evoluzione delle evidenze riportate in letteratura". E durante l'autunno-inverno "tali indicazioni continueranno ad essere periodicamente aggiornate dal Gruppo di lavoro al fine di renderle conformi alla pratica clinica internazionale sulla base delle conoscenze scientifiche emergenti".

Nella stagione 2022-2023 sarà "indispensabile" che i servizi sanitari verifichino "e se necessario rafforzino il proprio stato di preparazione al fine di fronteggiare un eventuale aumento della domanda di assistenza per i casi di infezione da SARS-CoV-2". Bisogna tra l'altro controllare che siano disponibili posti letto ordinari e in intensiva che sia possibile approvvigionarsi di materiali di consumo (dispositivi, farmaci, vaccini, strumentazione), che il personale sia formato, che ci siano i protocolli per l'assistenza a domicilio. Infine i sistemi di sorveglianza della circolazione del coronavirus e quelli di monitoraggio della situazione nelle Regioni devono essere tenuti in piedi. "Saranno un elemento chiave in questa fase della pandemia".

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