
Tutte le emozioni sono il prodotto dei neurotrasmettitori e degli ormoni, i nostri messaggeri chimici
Spesso pensiamo che la felicità sia una sensazione soggettiva, ma ci sono molti i fattori che possono influenzare il nostro stato d’animo, come ad esempio la produzione ormonale, che a sua volta si attiva a seguito di reazioni biochimiche indotte dal nostro cervello. "Per aiutare il corpo a produrre gli ormoni della felicità è importante dormire a sufficienza, fare esercizio regolarmente ed essere socialmente attivi. Ma non basta. Ci si può allenare alla felicità. In alcuni periodi del ciclo mestruale, infatti gli ormoni influenzano notevolmente l’umore - spiega Alessandra BITELLI, Woman Empowering Coach per INTIMINA - ma si può imparare a riconoscerne i segnali e attuare delle strategie "antidoto" che permettano di contrastare gli effetti sulla felicità. Una di queste è esercitare e stimolare il pensiero a spostare l’attenzione dalla negatività e orientarlo verso una maggiore fiducia negli altri, ma anche verso sé stessi o nelle possibilità che la vita offre. Bastano pochi minuti al giorno dedicati a immaginare scenari nuovi e fiduciosi e magicamente l’attitudine a pensare negativo si trasformerà in una fabbrica di felicità".
SAPPIAMO QUALI SONO (87%) MA SOLO IL 45% DEDICA DEL TEMPO ALLE EMOZIONI
Il sondaggio di INTIMINA(1) ha rivelato che l'87% degli intervistati ha identificato correttamente i 4 ormoni responsabili della felicità (serotonina, ossitocina, endorfine e dopamina), ma solo il 45% dedica 30 o più minuti al giorno ad attività che li aiuta a sentirsi meglio.
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
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La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
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