
Alla Camera è iniziata la discussione su una proposta di legge «che introduce per la prima volta al mondo lo screening per il diabete pediatrico
È in fase di revisione dalle autorità di regolamentazione dei medicinali nell'Unione Europea il primo farmaco in grado di ritardare dai 3 ai 5 anni l'insorgenza del diabete di tipo 1 nei bambini.
L'approvazione pochi mesi fa negli Stati Uniti di un anticorpo monoclonale - al cui sviluppo ha contribuito la ricerca italiana . ha aperto la strada all'utilizzo anche in Europa. Come individuare i pazienti che possono averne benefici è stato uno dei temi affrontati al convegno della "Panorama Diabete", in corso Riccione. In Italia sono circa 180.
Intanto nell'Aula della Camera è iniziata la discussione su una proposta di legge «che introduce per la prima volta al mondo lo screening per il diabete pediatrico: un primato che metterebbe l'Italia all'avanguardia», sottolinea Piemonti. «Dopo circa 30 anni di studi e trial - conclude il presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia, Raffaella Buzzetti - si è arrivati a un monoclonale capace di dilazionare l'insorgenza della malattia. Questa approvazione offre nuovo entusiasmo, dopo anni di attesa, nella ricerca per prevenire o addirittura curare il diabete tipo 1».
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
21 studi confermano che 1 persona su 2 interrompe il trattamento nel primo anno. Evidenze sui GLP-1 mostrano recupero ponderale dopo la sospensione. In Italia resta il tema della rimborsabilità e della sostenibilità delle cure.
Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Fra le priorità: il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, l’inserimento nei LEA, la piena attuazione dell’obesità nel Piano Nazionale della Cronicità e il potenziamento della prevenzione
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