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Approvato il piano vaccinale, Scotti (Fimmg): un potente strumento che torna ai medici di famiglia

Sanità pubblica Redazione DottNet | 02/08/2023 18:26

Il provvedimento, atteso da tempo e invocato dalle società scientifiche di riferimento, si basa sul Calendario vaccinale in cui sono elencate le vaccinazioni offerte gratuitamente per ciascuna fascia d’età e per le categorie previste

La Conferenza delle Regioni ha dato il via libera all'intesa con il governo sul piano vaccinale 2023-25 (clicca qui per scaricare il documento completo). Il semaforo verde arriva dopo che per due volte non si era riusciti a trovare un'intesa sul documento. La condizione posta dai governatori era quella di condizionare l'intesa con la garanzia che non ci siano "nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" ed eventualmente "valutare la possibilità di reperire ulteriori risorse in caso di eventuali maggiori costi". Con l’approvazione del Piano è stato raggiunto un risultato importante grazie allo stretto confronto e alla collaborazione delle Regioni con il ministero della Salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-25 individua obiettivi che comportano benefici a lungo termine sulla salute pubblica riducendo morbilità e mortalità con conseguente riduzione complessiva delle spese sanitarie. Si evidenzia come le spese per la prevenzione costituiscano un investimento sulla salute con benefici futuri in termini di malattia e sostenibilità del Servizio Sanitario, ma anche un maggiore investimento nella prevenzione. 

Tra le novità più importanti il ruolo dei medici di famiglia che diventano un cardine nel piano vaccini: «Un’ottima notizia, perché il Piano è un potente strumento di salute nelle mani dei medici di medicina generale». Silvestro Scotti, Segretario Generale Fimmg, commenta con favore l’adozione in Conferenza Stato Regioni del Piano nazionale vaccini. La misura, da tempo auspicata dalla medicina generale, è arrivata nella seduta di ieri della Conferenza Stato Regioni. Da sempre impegnati nella promozione delle vaccinazioni quali fondamentali strumenti di salute pubblica, i medici di medicina generale avranno indicazioni più aggiornate per la prevenzione vaccinale. «La tragedia del Covid – aggiunge Scotti – ha insegnato molto sull’importanza della prevenzione, riportando al centro del dibattito il ruolo centrale della somministrazione capillare delle vaccinazioni. Temi che, come medici di medicina generale, sosteniamo da sempre e sui quali speriamo di trovare sempre maggior sostegno».

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Tra le diverse novità proposte c’è la riorganizzazione dei servizi vaccinali in funzione dei punti deboli sino ad ora rilevati: la disomogeneità tra le procedure e l’offerta vaccinale in ogni Regione; il mancato raggiungimento dei valori target delle coperture vaccinali o le difformità nell’organizzazione e gestione del processo vaccinale (inclusa la registrazione delle vaccinazioni effettuate sul territorio nazionale). Le novità proposte trovano nella medicina generale una grande valorizzazione, anche grazie alla capillarità dell’offerta assistenziale. «Aver separato il Piano nazionale vaccini dal Calendario vaccinale è un bene», dice Tommasa Maio, responsabile Area Vaccini Fimmg. «Il Piano è ora determinato come un documento distinto e, quindi, facilmente aggiornabile in base ai futuri scenari epidemiologici, alle evidenze scientifiche e alle innovazioni che verranno. Le vaccinazioni sono fondamentali per tutelare, sia direttamente che indirettamente, la salute dei pazienti fragili e con patologie croniche. In questo senso, la medicina genare è in grado di offrire una personalizzazione delle cure legata alla profonda conoscenza della storia clinica di ogni paziente, riuscendo ad ottenere - in forza di un consolidato rapporto fiduciario, alti livelli di adesione ai vaccini. Da parte nostra – conclude Maio – voglio sottolineare la disponibilità ad una fattiva collaborazione con i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL per concorrere al raggiungimento degli obiettivi del Piano».

Il provvedimento, atteso da tempo e invocato dalle società scientifiche di riferimento, si basa, dunque, sul Calendario vaccinale in cui sono elencate le vaccinazioni offerte gratuitamente per ciascuna fascia d’età e per le categorie previste. Le Regioni hanno approvato il Piano sottolineando però la necessità di valutare i costi, monitorando la spesa ed eventuali ulteriori coperture per le quali, in caso, dovranno essere reperite nuove risorse Gli obiettivi e le strategie del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2023-2025, come si legge nel testo, sono: mantenere lo status polio-free; raggiungere e mantenere l’eliminazione di morbillo e rosolia; rafforzare la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie Hpv correlate, raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target strutturando reti e implementando percorsi di prevenzione vaccinale; promuovere interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del cittadino/paziente. E ancora: ridurre le diseguaglianze e prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e/o con bassa copertura vaccinale; completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali regionali e mettere a regime l’anagrafe vaccinale nazionale; migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili da vaccino; rafforzare la comunicazione in campo vaccinale; promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle vaccinazioni e la formazione in vaccinologia. Il piano, in considerazione della rapida evoluzione scientifica e tecnologica del settore, non fa riferimento alla specifica offerta vaccinale, che è invece riportata nel ‘Calendario vaccinale’, ma raccomanda le strategie per raggiungimento di coperture vaccinali adeguate al profilo epidemiologico prevalente e alla diffusione dei ceppi. Per raggiungere gli obiettivi del piano sono previste una serie di strategie, che concorrono in modo trasversale verso l’obiettivo delle coperture vaccinali target secondo criteri di efficacia ed efficienza.






 Tra i Punti di forza del nuovo Piano 2023-2025 spicca la riorganizzazione dei servizi vaccinali che fa tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia, la quale ha messo in luce le molte criticità del sistema. Tra le tante: la disomogeneità tra le procedure e l’offerta vaccinale in ogni Regione e Pa; il mancato raggiungimento dei valori target delle coperture vaccinali; le difformità nell’organizzazione e gestione del processo vaccinale (inclusa la registrazione delle vaccinazioni effettuate sul territorio nazionale) e le difformità logistiche e organizzative delle amministrazioni sanitarie locali necessarie a garantire l’erogazione e la piena fruibilità delle vaccinazioni inserite nel calendario vaccinale.

Punto cardine del nuovo Pnpv è il Calendario vaccinale, oltre a presentare l’offerta vaccinale attivamente e gratuitamente prevista per fascia d’età, contiene le vaccinazioni raccomandate a particolari categorie a rischio (per condizione medica, per esposizione professionale, per eventi occasionali, per vulnerabilità sociali ed economiche)”.

Riorganizzazione dei servizi e la rete Hub&Spoke
L’obiettivo sul fronte della riorganizzazione dei servizi è “raggiungere e mantenere le coperture vaccinali target rafforzando governance, reti e percorsi di prevenzione vaccinale”.

La riorganizzazione, si sottolinea quindi nel Piano, “deve condurre ad una unitarietà e una omogeneità dell’attività vaccinale sull’intero territorio nazionale, in ottemperanza coi Lea, per evitare disparità tra Regioni/PA e/o all’interno della medesima Regione/PA attraverso un’appropriata allocazione ai Servizi vaccinali di strutture idonee e di risorse umane adeguate sia sanitarie che non sanitarie”.

Il ruolo di regista è affidato ai Dipartimenti di Prevenzione che “garantiscono sul territorio le competenze specialistiche in tema vaccinale e la governance di tutte le offerte e i programmi di vaccinazione in ragione del loro ruolo a tutela della salute pubblica e al fine di perseguire gli obiettivi di copertura, omogeneità, accessibilità, equità e qualità nell’offerta vaccinale”.

Anche il monitoraggio degli obiettivi del Pnpv assume un ruolo strategico per la sua implementazione. E quindi, si sottolinea nel testo, sarà sviluppato separatamente per permetterne un facile aggiornamento “Un piano di monitoraggio che tenga conto degli indicatori già presenti nel Pno e nei Lea”. E sarà istituita presso la Direzione Generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute una Cabina di regia ad hoc - composta da un numero ristretto di rappresentanti delle istituzioni coinvolte e delle Regioni - con il compito di coordinare e monitorare l’implementazione del Piano, e mettere atto percorsi congiunti per superare le eventuali criticità che si potrebbero presentare.

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