Canali Minisiti ECM

Tumore al seno,in alcuni casi non serve la biopsia del linfonodo

Oncologia Redazione DottNet | 11/10/2023 14:10

Studio del Sant'Anna Torino e dello Ieo Milano su Jama Oncology

Circa un quarto delle pazienti che ogni anno si ammalano di tumore al seno potrà evitare la biopsia del linfonodo sentinella, riducendo così al minimo l'impatto sulla qualità di vita, senza che questa omissione influisca sulle cure o sulle possibilità di guarigione. Sono le conclusioni, appena pubblicate sulla autorevole rivista scientifica internazionale Jama Oncology, dello studio internazionale Sound, che ha coinvolto 14 centri internazionali e reclutato 1.463 donne di ogni età affette da tumore alla mammella di diametro inferiore o uguale a due centimetri, con linfonodi ascellari indenni da malattia alla ecografia eseguita prima dell'intervento.    Alla sperimentazione ha dato un contributo la Breast Unit dell'ospedale Sant'Anna della Città della salute di Torino, che ha reclutato il più alto numero di pazienti dopo l'Istituto europeo di oncologia di Milano, Centro coordinatore dello studio. 

pubblicità

Il responsabile dello studio alla Breast Unit del Sant'Anna di Torino è stato Mauro Porpiglia, afferente alla Ginecologia e Ostetricia 1 universitaria, diretta da Chiara Benedetto, entrambi tra gli autori della pubblicazione.     Le pazienti coinvolte sono state suddivise in due gruppi: quelle del primo (di controllo) sono state sottoposte al trattamento standard di asportazione della lesione tumorale e del linfonodo sentinella ascellare, quelle del secondo (sperimentale) hanno omesso la chirurgia ascellare, quindi evitando conseguente come la riduzione della morbilità. Al termine delle terapie postoperatorie (ormonale, chemioterapia, radioterapia) le pazienti sono state sottoposte a controlli periodici e, dopo un periodo di osservazione superiore ai cinque anni, non sono emerse differenze in termini di recidiva e di sopravvivenza.
  

Commenti

I Correlati

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Farmindustria richiama il peso crescente dell’innovazione oncologica: quasi il 40% della pipeline globale riguarda i tumori. Crescono trial clinici, AI e telemedicina, mentre aumenta il numero di pazienti che convivono a lungo con la malattia

Presentato il 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Sotto accusa lo stallo del Piano oncologico nazionale e delle Reti oncologiche: “Disuguaglianze e liste d’attesa non si riducono senza governance”

Ti potrebbero interessare

Al via la seconda edizione della campagna promossa da Daiichi Sankyo e AstraZeneca insieme alle associazioni pazienti. Al centro del progetto quattro parole chiave – ricerca, fiducia, percorso e relazione – per raccontare l’evoluzione della gestione

Nuove indicazioni rimborsate per l’inibitore di BTK di seconda generazione. Nella leucemia linfatica cronica il regime orale a durata fissa con venetoclax mantiene libero da ulteriori trattamenti quasi il 90% dei pazienti a tre anni.

La chirurgia senologica in anestesia loco-regionale si conferma un’opzione efficace anche nei pazienti fragili, favorendo recupero rapido e riduzione delle complicanze post-operatorie.

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.

Ultime News

Più letti