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L'idrossiclorochina utilizzata contro il Covid potrebbe aver ucciso 1800 persone in Italia, 17mila nel mondo

“Durante la prima ondata l’uso off-label dell’idrossiclorochina venne proposto come opzione terapeutica per il Covid, ma studi successivi hanno tuttavia documentato un rapporto rischio-beneficio sfavorevole"
Farmaci

Tutti ricordano l’idrossiclorochina, l’antimalarico utilizzato durante la prima ondata di Covid nonostante l’assenza di prove che documentassero i suoi benefici. La molecola appartiene al gruppo delle aminochinoline che trova impiego, appunto, come farmaco antimalarico e come farmaco antireumatico. Ebbene l'uso dell'idrossiclorochina potrebbe aver ucciso circa 17.000 persone durante la prima fase della pandemia. Lo indicano i risultati di un nuovo studio appena pubblicato su Biomedicine & Pharmacotherapy da un team di ricerca internazionale, che ha stimato il numero di decessi correlati all’impiego dell’idrossiclorochina per la cura del Covid.

“Durante la prima ondata – hanno ricordato gli studiosi – , l’uso off-label dell’idrossiclorochina venne proposto come opzione terapeutica per il Covid, ma studi successivi hanno tuttavia documentato un rapporto rischio-beneficio sfavorevole, incluso lo studio Recovery che ha mostrato un aumento significativo della mortalità cardiaca nonché una tendenza all’aumento del rischio di mortalità per tutte le cause”. In particolare, l’uso dell’idrossiclorochina “è stato associato a un aumento dell’11% del tasso di mortalità” hanno precisato i ricercatori, citando una meta-analisi pubblicata nel 2021 su Nature che, nel loro nuovo studio, è stata utilizzata per calcolare il numero di morti associato all’uso del farmaco in sei diversi Paesi (Belgio, Francia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti). Nelle prime fasi della pandemia, l’idrossiclorochina è stata presentata come una “cura miracolosa” da alcuni operatori sanitari, tra cui il microbiologo francese Didier Raoult, le cui convinzioni sono state poi riprese da diversi politici, incluso l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che nel 2020 ne promuoveva l’uso contro il coronavirus, spiegando di aver assunto lui stesso l’antimalarico e dicendo agli americani: “Cosa hai perdere? Prendila?”.

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Richieste e raccomandazioni che suscitarono polemiche, perché gran parte della comunità scientifica notò la mancanza di prove circa l’efficacia dell’idrossiclorochina contro il Covid, fino alla pubblicazione dei primi studi controllati e randomizzati, che misero in evidenzia l’aumento dei rischio di gravi effetti collaterali. Le ricadute derivanti dall’uso off-label del idrossiclorochina durante la prima ondata della pandemia sono state calcolate dal team guidato da Jean-Christophe Lega, professore di terapeutica nel sistema ospedaliero di Lione, in Francia. “Il numero di decessi correlati all’idrossiclorochina nei pazienti ospedalizzati con Covid è stimato in 16.990 persone in sei Paesi – scrivono i ricercatori nel loro studio, basando il calcolo sui dati di ospedalizzazione per Covid di Belgio, Francia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti, e valutando i diversi tassi di prescrizione di idrossiclorochina e l’aumento del rischio di morte legato al farmaco.

In termini assoluti, il numero di decessi correlati all’idrossiclochina nei Paesi europei è stato di circa 240 in Belgio, 199 in Francia, 1.822 in Italia e 1.895 in Spagna. Oltre 12.700 i morti correlati all’idrossiclorochina negli Stati Uniti e 95 in Turchia. “Quello che dobbiamo tenere a mente è che si tratta di una stima approssimativa, nel senso che riguarda solo alcuni paesi in un breve periodo, e che il numero totale di morti è probabilmente molto più alto – ha sottolineato il professor Lega all’emittente France 3 – . Tuttavia, questi risultati illustrano il rischio dell’uso off-label dei farmaci per la gestione di future pandemie”.

Farmaci
Commenti
UC
Ugo Cozzi
Credo che sia più corretto fornirci il link per lo studio.che io sappia l'idrossiclorochina fu utilizzata per la prima SARS, Consigliata anche da Fauci. Poi è un farmaco ampiamente utilizzato. È non mi sembra che sia stato ritirato dal commercio perché pericoloso.il QT lungo lo possono dare anche i comuni Macrolidi...
Rispondi
16/01/2024 20:51
LM
Luigi Di Matteo
lil farmaco è ampiamente utilizzato in reumatologia con successo ; è ritenuto il farmaco ancora addirittura nel trattamento del LUPUS,la sua tossicità retinica (attivazione del pigmemto retinico) è nota ; il possibile allungamento del Q-T è noto, ALTRI EFFETTI COLLATERALI RARI SONO NOTI AGLI SPECIALISTIIl rapporto rischio beneficio nelle malattie reumatiche è favorevole!Il farmaco ha una azione antivirale in quanto ,modificando il Ph all'interno delle vescicole di trasporto del virus ,ne impedisce l'introduzione nelle vescicole stesse e l'ingresso nelle cellule; ma se il virus è già entrato e la malattia è in atto ,il farmaco è inefficace e cisono solo gli effett icollaterali; il suo impiego andava valutato come prevenzione dell'infezione e non come cura ,da ciò la parzialità dello studio riferito a soggetti già malatiLUIGI DI MATTEO reumatologo
Rispondi
11/01/2024 09:37
FB
Fabio Borghesi
un esempio di disinformazione Medica. questa è una opinione della redazione. non è una evidenza scientifica.è il tentativo di manipolare la opinione di noi medici con "informazione medica" distorta. portate la bibliografia. firmate l articolo con nome e cognome invece di nascondervi nell anonimato.
Rispondi
11/01/2024 01:19
1 Risposte
LR
Libertario Donato Raffaelli
Lo studio è interessante perché apre la possibilità di verificare tutte le azioni mediche - estensibile quindi anche al non far nulla (!) utilizzate durante la pandemia del COVID 19 ma soprattutto il metodo per quantizzare i numerosi maggiori morti causati dai sieri a mRNA. Può ritorcersi contro chi lo sta strumentalizzando per fini poco scientifici !
Rispondi
10/01/2024 20:27
PB
Piero Ladislao Bianchi
Ne dice di cazzate la Comunità Scientifica, soprattutto costruite ad hoc...
09/01/2024 23:01

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