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Lavoro straordinario medici, d'ora in poi grazie al nuovo Ccnl della dirigenza va sempre retribuito

Professione Redazione DottNet | 26/01/2024 23:51

Un'ordinanza della Suprema Corte il 23 gennaio aveva rigettato la richiesta di un medico sul riconoscimento del lavoro straordinario

Mentre veniva pubblicata l'ordinanza della Corte di Cassazione, sez. lavoro, n. 32832 del 27 novembre 2023 che ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la sentenza con cui la Corte di appello di Roma aveva respinto la domanda di un dirigente medico – chirurgo oncologico volta a ottenere il pagamento da parte di una Asl romana del lavoro prestato in eccedenza rispetto all’orario ordinario, contemporaneamente è entrato in vigore il nuovo contratto di lavoro che di fatto annulla la sentenza della Suprema Corte. Il nuovo contratto, ha cancellato proprio l'art.

65, comma 3, del lontano 1996 ("la retribuzione di risultato compensa anche l’eventuale superamento dell’orario di lavoro [per] il raggiungimento dell’obiettivo assegnato").. L’art. 70, comma 9, del Ccnl del 23 gennaio 2024 ha, infatti, disapplicato l’ultimo periodo dell’art. 65, comma 3, del Ccnl del 5.12.1996 che finora era sempre stato la causale giuridica per negare il riconoscimento economico delle eccedenze orarie prestate dai medici che non rientrassero nelle fattispecie delle guardie notturne e festive e della chiamata dalla pronta disponibilità ovvero di altre attività non programmabili.

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Ma c’è di più, perché con il contratto collettivo appena entrato in vigore è stata revisionata anche la morfologia del lavoro straordinario che è ora limitato esclusivamente a situazioni di lavoro eccezionali e alla chiamata in servizio del reperibile (art. 31, comma 1). La problematica delle eccedenze orarie prestate per anni dai medici è stata senza alcun dubbio il principale e spinoso nodo per la chiusura del rinnovo contrattuale. In conclusione, le recenti determinazioni della Corte di Cassazione – pienamente conformi a quelle consolidate in passato – devono essere ritenute un sorta di pronuncia "usa e getta" perché dal 24 gennaio nessuna azienda sanitaria potrà resistere alle vertenze dei medici come è stato fatto ripetutamente negli anni scorsi ma si dovrà applicare l’art. 27, cioè la clausola contrattuale che – per quanto contorta e complicatissima da mettere a terra – ha consentito la chiusura di una vertenza annosa.

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