
Via libera al rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale per i pediatri di libera scelta. L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni chiude il triennio 2022-2024 e riguarda oltre 6.200 professionisti, che assistono circa 6 milioni di bambini e ragazzi fino ai 14 anni, con possibilità di estensione fino ai 16.
Il nuovo contratto prevede un incremento retributivo complessivo del 5,78% per il triennio, finanziato attraverso le leggi di bilancio, e introduce un rafforzamento delle tutele e degli strumenti di welfare.
"Con l’intesa di oggi chiudiamo positivamente la stagione dei rinnovi contrattuali della medicina convenzionata", ha dichiarato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. "Dopo i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, anche i pediatri possono beneficiare di una cornice contrattuale aggiornata che prevede adeguamenti retributivi, welfare e tutele aggiuntive".
Il ruolo nella riorganizzazione territoriale
Il rinnovo non si limita alla dimensione economica, ma si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale legato al Pnrr.
Il contratto rafforza infatti il ruolo strategico del pediatra di libera scelta all’interno delle Case della Comunità e delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), in una logica di maggiore integrazione tra professionisti e servizi.
"Intendiamo valorizzare la pediatria di famiglia nel sistema sanitario territoriale", ha aggiunto Alparone. "Procediamo nella direzione di favorire l’integrazione tra professionisti e servizi, convinti che la salute dei più piccoli richieda una risposta di prossimità".
L’ok definitivo arriva dopo la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, avvenuta il 18 dicembre scorso presso la Sisac, e la successiva certificazione della Corte dei Conti.




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