|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Titoli esteri, il Tar Lombardia fissa il perimetro: serve una verifica sostanziale delle competenze

Sentenza passata in giudicato: le Regioni non possono limitarsi a controlli formali sui titoli dei medici stranieri. Fnomceo: decisione destinata a orientare la giurisprudenza.
Medlex

Il riconoscimento dei titoli dei medici stranieri non può essere ridotto a una verifica formale. Deve includere una valutazione sostanziale delle competenze, e questo non è un margine discrezionale delle Regioni.

È il principio che emerge dalla sentenza del Tar Lombardia – ora passata in giudicato – che, secondo la FNOMCeO, rappresenta un punto di riferimento destinato a incidere sull’assetto normativo e giurisprudenziale.

pubblicità

A sottolinearlo è il presidente della Federazione, Filippo Anelli, che definisce la pronuncia una "sentenza pilota", capace di orientare le decisioni future su un tema che incrocia direttamente diritto sanitario e organizzazione del servizio.

Il limite della deroga: semplificare le procedure non significa aggirare le garanzie

Al centro della decisione c’è una delibera della Regione Lombardia che aveva introdotto una procedura semplificata per consentire l’esercizio temporaneo in Italia di medici con titoli conseguiti all’estero.

Una misura nata in un contesto emergenziale, legato alla carenza di personale, ma che secondo i giudici amministrativi ha superato i limiti previsti dalla normativa nazionale.

Il riferimento è all’articolo 15 del decreto-legge 34/2023, che consente alle Regioni di attivare percorsi in deroga, ma non di costruire un sistema alternativo a quello statale. In particolare, la procedura lombarda si fondava su una verifica prevalentemente teorica, senza garantire una reale corrispondenza tra la specializzazione estera e quella italiana.

Il punto giuridico è netto: la deroga può incidere sui tempi e sulle modalità, ma non può eliminare il contenuto sostanziale della verifica.

La verifica delle competenze come presidio di tutela della salute

È su questo passaggio che la sentenza assume una valenza che va oltre il caso specifico. Per la FNOMCeO, il principio affermato dal Tar è direttamente collegato alla tutela costituzionale della salute. Non si tratta solo di regolazione professionale, ma di garanzia per il cittadino.

"Le Regioni sono tenute alla verifica del percorso formativo dei medici esteri, ma non possono rinunciare a valutare le competenze", ha ribadito Anelli.

Il riconoscimento del titolo, in altre parole, non è sufficiente se non è accompagnato da una verifica effettiva dell’idoneità professionale.

Tra emergenza e diritto, il rischio di abbassare gli standard

La decisione interviene in un contesto in cui il sistema sanitario è sottoposto a una forte pressione, in particolare sul fronte della carenza di medici. È proprio questa pressione ad aver spinto verso soluzioni semplificate. Ma il rischio, sul piano giuridico, è quello di trasformare strumenti emergenziali in deroghe strutturali, con un abbassamento implicito degli standard.

La sentenza del Tar Lombardia riporta il sistema entro un perimetro definito: la semplificazione è legittima solo se non compromette le garanzie sostanziali.

Una pronuncia che riapre il tema della cornice normativa

Il fatto che la decisione sia passata in giudicato rafforza ulteriormente il suo impatto. Non si tratta più di un orientamento isolato, ma di un riferimento destinato a incidere sulle scelte delle Regioni e, potenzialmente, sull’intervento del legislatore.

È lo stesso Anelli a indicare la direzione: la necessità di una riflessione complessiva sul quadro normativo, capace di tenere insieme esigenze organizzative e tutela della qualità delle cure.

Il punto, in definitiva, è stabilire fino a dove possa spingersi la flessibilità del sistema senza compromettere il principio che la sentenza richiama con chiarezza: l’accesso alla professione sanitaria non può prescindere dalla verifica reale delle competenze.

Medlex
Commenti
MC
Mirka Cocconcelli
Era ora...verifica REALE,da parte delle REGIONI, delle competenze dichiarate
Rispondi
26/03/2026 15:44

I Correlati

Osteopati, il Tar conferma i nuovi criteri: l'esperienza pregressa non garantisce il riconoscimento
Medlex
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Medici di famiglia, la maternità non può penalizzare la carriera
Medlex
Medici di famiglia, la maternità non può penalizzare la carriera
Per la Corte costituzionale, dopo il recupero del periodo di sospensione, il diploma deve produrre gli stessi effetti giuridici della sessione ordinaria ai fini della trasformazione dell'incarico da tempo determinato a indeterminato.
Stranieri inabili, l'iscrizione al SSN resta gratuita
Medlex
Stranieri inabili, l'iscrizione al SSN resta gratuita
La Consulta tutela chi, diventato totalmente inabile al lavoro, converte il permesso di soggiorno in "residenza elettiva". La disabilità non può determinare la perdita dell'iscrizione obbligatoria al Servizio sanitario nazionale.
Fine vita, la Consulta conferma il requisito del sostegno vitale
Medlex
Fine vita, la Consulta conferma il requisito del sostegno vitale
La Consulta: nessun diritto generale al suicidio assistito per chi soffre di una patologia irreversibile: l'ampliamento spetta al legislatore. Ma il trattamento necessario alla sopravvivenza può anche essere rifiutato prima della sua attivazione.
Medici del 118, il "tempo tuta" non segue le regole dei dipendenti
Medlex
Medici del 118, il "tempo tuta" non segue le regole dei dipendenti
La Cassazione non riconosce i 15 minuti retribuiti per vestizione e svestizione. Per i giudici il medico convenzionato è un lavoratore autonomo parasubordinato: compensi e diritti vanno valutati sulla base degli Accordi collettivi.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.