
Busta paga più leggera per molti operatori sanitari durante le ferie. A denunciare il fenomeno è Consulcesi & Partners, che annuncia possibili ricorsi dopo aver raccolto numerose segnalazioni.
Secondo quanto rilevato, nei periodi di riposo alcune indennità – come quelle per turni, lavoro notturno o attività in reparti ad alta intensità – non verrebbero incluse integralmente nella retribuzione. Una riduzione spesso poco evidente, ma che nel tempo può incidere in modo significativo sul reddito.
“Monitoriamo da tempo questo fenomeno attraverso centinaia di segnalazioni”, spiega Bruno Borin, responsabile del team legale. “Molti professionisti riscontrano differenze nelle buste paga proprio durante le ferie”.
Il nodo giuridico
A rafforzare la questione sono anche due recenti sentenze del Tribunale di Salerno (n. 648/2026 e n. 655/2026), che chiariscono un principio centrale: la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le componenti stabili della prestazione lavorativa, non solo lo stipendio base.
Il riferimento è all’articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE, che stabilisce il diritto a ferie retribuite senza penalizzazioni economiche. I giudici richiamano anche il cosiddetto “effetto dissuasivo”: una riduzione della paga potrebbe scoraggiare i lavoratori dal fruire del riposo.
Le pronunce mettono inoltre in discussione eventuali norme della contrattazione collettiva che escludano queste indennità dal calcolo della retribuzione feriale.
Un fenomeno diffuso
Secondo Consulcesi & Partners, il problema potrebbe riguardare una platea ampia: infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e personale soggetto a turnazioni. In tutti questi casi, le indennità rappresentano una parte stabile dello stipendio.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio: sul fronte delle ferie non godute, la società ha seguito pratiche che hanno portato al recupero di oltre 800mila euro per lavoratori della pubblica amministrazione. Solo nel primo trimestre 2026 si contano oltre 1.100 pronunce favorevoli, per più di 5 milioni di euro complessivi.
Come verificare e agire
Gli esperti consigliano di controllare le buste paga degli ultimi cinque anni, termine entro cui è possibile richiedere eventuali differenze. Il confronto tra mesi lavorati e periodi di ferie può evidenziare eventuali riduzioni di indennità.
Documenti come cedolini, presenze e contratti sono sufficienti per ricostruire la posizione. In caso di anomalie, è possibile inviare una diffida al datore di lavoro per interrompere la prescrizione e richiedere il recupero delle somme.
“Il quadro normativo è chiaro – conclude Borin – ma molti operatori non sono consapevoli delle decurtazioni. Una verifica puntuale è il primo passo per tutelarsi”.
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