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Carcinoma della prostata, la svolta delle terapie su misura grazie alla medicina di precisione

Oncologia Lucia Oggianu | 08/05/2026 11:58

Dallo screening organizzato alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche: le evidenze emerse dall’EAU 2026 raccontano un cambio di paradigma nella gestione della neoplasia

Non più un’unica strategia valida per tutti. La gestione del tumore della prostata sta cambiando direzione, puntando su percorsi costruiti sulle caratteristiche del singolo paziente. Dal congresso europeo di urologia (EAU 2026) emergono innovazioni che promettono diagnosi più accurate e trattamenti più mirati, con l’obiettivo di migliorare gli esiti e ridurre gli interventi non necessari.

Il cambio di paradigma

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Ogni anno in Italia si registrano oltre 40.000 nuovi casi di tumore della prostata, il più frequente nella popolazione maschile, con più di 500.000 persone che convivono con questa diagnosi. In questo scenario, le novità presentate all’EAU 2026 confermano una trasformazione profonda nell’approccio alla malattia.

"Dai tanti studi presentati – commenta Bernardo Rocco, professore ordinario di Urologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’Urologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – il messaggio che emerge è quello di ‘trattare in modo personalizzato’ i pazienti con tumore della prostata, aumentando la precisione delle scelte diagnostico-terapeutiche lungo tutto il percorso di cura".

Screening verso modelli organizzati e basati sul rischio

Per la prima volta, evidenze scientifiche suggeriscono che lo screening del tumore prostatico può raggiungere un’efficacia comparabile a quello del tumore al seno nella riduzione della mortalità e nell’identificazione dei tumori clinicamente rilevanti.

Lo studio PROBASE ha messo a confronto il test PSA affiancato alla risonanza magnetica con la mammografia, evidenziando una capacità simile nell’individuare forme aggressive.

In questa direzione si inserisce il progetto europeo PRAISE-U, che mira a superare lo screening opportunistico introducendo un modello strutturato e multilivello. Il percorso prevede una sequenza di strumenti – PSA, calcolatori di rischio, risonanza magnetica e biopsia selettiva – per ottimizzare l’individuazione dei casi più significativi.

"Nel complesso – osserva il professor Rocco – questi studi dimostrano che un approccio strutturato è in grado di migliorare l’identificazione dei tumori clinicamente rilevanti, riducendo al contempo procedure inutili, anche se la partecipazione della popolazione resta una sfida importante".

Un ulteriore elemento emerso è la sostenibilità economica del modello: lo screening adattato al rischio appare in grado di coniugare efficacia clinica e uso razionale delle risorse.

Il ruolo dei centri oncologici e dei dati condivisi

I Comprehensive Cancer Centres (CCC) si confermano elementi chiave per l’implementazione di questi nuovi modelli di screening. Queste strutture favoriscono la collaborazione tra specialisti e la standardizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Accanto all’organizzazione clinica, assume rilievo anche la creazione di database condivisi e hub di conoscenza, fondamentali per raccogliere dati prospettici e perfezionare gli strumenti decisionali.

"Nel complesso, PRAISE-U rappresenta un passo decisivo verso uno screening più efficace, equo e sostenibile a livello europeo, basato su evidenze, collaborazione e innovazione organizzativa", sottolinea Rocco.

Diagnosi più precisa: meno biopsie, più efficacia

Tra le innovazioni più promettenti emerge l’impiego della PET/CT con tracciante [68Ga] Ga-PSMA-11 nei pazienti con risonanza magnetica dubbia o negativa. I risultati dello studio PRIMARY-2 indicano una riduzione significativa delle biopsie senza compromettere la capacità di identificare tumori clinicamente rilevanti. Una possibilità che, secondo il professore, "Rappresenta esattamente il tipo di progresso che definisce la medicina moderna".

Terapie sempre mirate nel tumore metastatico

Nel carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile, l’attenzione si sposta dalla semplice intensificazione dei trattamenti alla selezione dei pazienti che possono trarne il maggior beneficio.

Entrano in gioco fattori come l’età, il momento di comparsa delle metastasi e le caratteristiche biologiche del tumore. Biomarcatori come BRCA e PTEN assumono un ruolo crescente nella scelta terapeutica, così come l’impiego precoce dei PARP-inibitori in pazienti selezionati. In questo scenario si inserisce anche l’ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili, come dimostra il recente via libera alla rimborsabilità della darolutamide anche senza chemioterapia.

"Non basta più sapere che una combinazione di trattamenti funziona – osserva Rocco –. Dobbiamo capire in chi funzionano davvero e per quanto tempo".

Biopsia liquida, la frontiera in evoluzione

Un’altra innovazione riguarda l’utilizzo del DNA tumorale circolante (ctDNA), noto come biopsia liquida. Questa tecnologia si sta progressivamente affermando nella pratica clinica, soprattutto nei pazienti con malattia avanzata.

Il ctDNA consente di individuare mutazioni utili per guidare la terapia e monitorare in tempo reale la risposta ai trattamenti o l’insorgenza di resistenze. "Non è ancora un test molto diffuso – commenta il professor Rocco – ma potrebbe rappresentare uno strumento decisivo in scenari clinici selezionati".

Le sfide del futuro

Le evidenze presentate all’EAU 2026 delineano una trasformazione che va oltre l’innovazione tecnologica, coinvolgendo l’intero approccio culturale alla malattia.

"Il futuro dell’urologia oncologica – conclude il professor Rocco – non sarà definito dal numero di terapie a disposizione, ma dalla precisione con la quale sapremo scegliere la terapia giusta per il paziente giusto".

Il carcinoma della prostata si conferma così uno dei campi più avanzati dell’oncologia di precisione. La sfida, ora, sarà integrare ricerca, tecnologia e pratica clinica per migliorare concretamente gli esiti, mettendo al centro la qualità delle decisioni e la personalizzazione dei percorsi di cura.

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