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Salute mentale, Sinpia e Sinpf: “Intervenire presto riduce il rischio di disturbi gravi”

Le società scientifiche riunite a Cagliari richiamano il valore della diagnosi precoce nei disturbi del neurosviluppo e della continuità di cura tra adolescenza ed età adulta
Disturbi D'Ansia

La salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza rappresenta sempre più una delle aree critiche della sanità pubblica, non soltanto per la crescita del disagio psicologico tra i giovani, ma anche per l’impatto che diagnosi e trattamenti precoci possono avere sull’evoluzione clinica in età adulta.

È uno dei temi al centro del congresso congiunto della SINPIA e della SINPF, in corso a Cagliari con la partecipazione di oltre 500 specialisti. Secondo i dati richiamati dalle società scientifiche, quasi un milione di adolescenti tra 10 e 19 anni presenta segni riconducibili a disturbi psichici, mentre circa il 6% dei bambini soffre di Adhd.

La centralità dell’intervento precoce

Uno dei temi principali del congresso riguarda il valore della diagnosi tempestiva nei disturbi del neurosviluppo. Le società scientifiche richiamano in particolare uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry secondo cui il trattamento dell’Adhd prima dei 13 anni sarebbe associato a una riduzione del rischio di sviluppare psicosi in età adulta compresa tra il 21% e il 24%.

"Questo studio evidenzia l’importanza della tempestività degli interventi", ha dichiarato Giovanni Migliarese, direttore della Struttura complessa di Salute mentale della Lomellina presso Asst Pavia.

Secondo Migliarese, i dati suggeriscono l’esistenza di "una finestra neuroevolutiva sensibile in età infantile" nella quale gli interventi possono produrre effetti che non si osservano con la stessa intensità nell’età adulta.

Disturbi del neurosviluppo e salute mentale

Nel corso del congresso è stato inoltre richiamato il legame tra disturbi del neurosviluppo e maggiore vulnerabilità psicopatologica nel tempo.

"I disturbi del neurosviluppo aumentano il rischio di sviluppare ansia, depressione e disturbi da uso di sostanze", ha spiegato Sara Carucci, professoressa associata all’Università di Cagliari e direttrice della Clinica di Neuropsichiatria infantile dell’Arnas Brotzu.

Secondo Carucci, queste condizioni possono incidere in modo significativo anche sul percorso scolastico, lavorativo e relazionale dei giovani pazienti.

"Vi è una fase evolutiva ottimale per intervenire", ha aggiunto, sottolineando come diagnosi e trattamento precoci possano avere effetti favorevoli anche nella prevenzione di disturbi psichiatrici più severi in età adulta.

Il problema della continuità assistenziale

Accanto alla diagnosi precoce, il congresso richiama anche il tema della continuità di cura tra neuropsichiatria infantile e servizi per adulti.

Un passaggio considerato sempre più delicato in presenza di disturbi che spesso non si esauriscono nell’età evolutiva ma accompagnano il paziente anche nella vita adulta. E in cui il rischio dispersione del paziente è molto alto poiché non vi è - a meno di casi specifici e complessi - stretta continuità di cura e un passaggio di consegne diretto tra lo specialista legato all’infanzia/adolescenza e quello dell’età adulta.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio di crescita del disagio mentale tra adolescenti e giovani adulti, che negli ultimi anni ha spinto istituzioni e società scientifiche a chiedere un rafforzamento dei servizi territoriali e dei percorsi integrati di presa in carico.

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