
I membri degli Enti del Terzo Settore che svolgono lavoro sociale contro l’aumento delle trasmissioni di HIV ed aiutare la popolazione che ne è colpita, chiedono al Parlamento l'approvazione in Aula della PdL, fermo alla Commissione AASS
Gli Enti del Terzo Settore che operano per l’HIV, la sua prevenzione, la terapia, l’assistenza, chiedono al Parlamento italiano della XIX Legislatura di licenziare la proposta di legge A.C. 218 "Interventi per la prevenzione e la lotta contro il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), il papilloma virus umano (HPV) e le infezioni e malattie a trasmissione sessuale", già approvata dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati durante la XVIII legislatura come "PdL Trasversale".
I membri degli Enti del Terzo Settore, i Clinici e gli Operatori socio-sanitari di Check Point che svolgono lavoro sociale per arrestare l’aumento delle trasmissioni di HIV ed aiutare la popolazione che ne è colpita, chiedono al Parlamento la fine dell’iter e l'approvazione in Aula della PdL, ferma alla Commissione AASS.
La nuova legge si rende necessaria per abrogare la obsoleta legge 135 del 1990 e tenere in conto che la ricerca abbia cambiato la storia naturale del virus, con l’Introduzione di nuove misure di contrasto all'epidemia e quanto fatto dalle Organizzazioni di cittadini per allineare il Paese alle raccomandazioni delle Organizzazioni Internazionali cui partecipa l’Italia, ove persiste:
L'approvazione della proposta di legge A.C. 218 è il primo passo per:
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Doppio canale per i medici di famiglia, estensione della pediatria, nuove regole di formazione e scontro aperto con i sindacati. Il tutto mentre si avvicinano le scadenze del PNRR e il confronto si sposta sulle Regioni
La bozza Schillaci introduce due modelli per i medici di famiglia: convenzionati e dipendenti. Obiettivo: far funzionare la sanità territoriale senza superare del tutto l’impianto attuale. I sindacati: “Restano tutte le criticità”
Dal Dfp 2026 nessuna inversione di tendenza: spesa sanitaria ferma al 6,4% del Pil e previsioni riviste al ribasso. Cartabellotta: “Lo squilibrio ricadrà su Regioni e cittadini”
La società scientifica dei medici di medicina generale chiede una visione complessiva del SSN. “Modelli ospedalieri applicati al territorio rischiano di essere un errore”
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