
Lo rivela un nuovo studio condotto da ricercatori dello Human Technopole, dell'Institute of Cancer Research di Londra e del Royal Marsden NHS Foundation Trust
Grazie all'Intelligenza artificiale sono stati individuati nuovi marker, veri e propri "campanelli d'allarme", per prevedere il rischio di recidiva del tumore alla prostata, anche a dieci anni di distanza: è il risultato di un nuovo studio condotto da ricercatori dello Human Technopole, dell'Institute of Cancer Research di Londra e del Royal Marsden NHS Foundation Trust. I ricercatori - si legge in un comunicato di HT - hanno individuato, grazie all'uso di big data e Intelligenza artificiale, che la compresenza di cellule tumorali con caratteristiche genetiche diverse all'interno dello stesso tumore e di differenze nella loro forma, dimensione e struttura è indicativa della capacità della neoplasia di cambiare nel tempo.
Dall’IRCCS Regina Elena un’analisi del valore della comunicazione infermiere-paziente in oncologia: empatia, informazione e continuità migliorano l’esperienza di cura.
Alcuni alimenti tipici di Natale possono sostenere l’immunoterapia: ecco quali molecole aiutano il sistema immunitario contro il cancro.
Approvato in Commissione Bilancio l’emendamento sullo screening nutrizionale oncologico. SINPE, FAVO, ACC e AIOM: “Un passo decisivo per qualità delle cure ed equità”.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
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