
Quasi 2 anni in più liberi dalla progressione della malattia
Una nuova combinazione di farmaci - una tripletta - potrebbe cambiare lo standard di cura dei pazienti affetti da mieloma multiplo in progressione che hanno già ricevuto una prima linea di terapia, migliorando di quasi due anni la sopravvivenza rispetto all'attuale standard di trattamento. Lo rivela lo studio multicentrico di fase 3 Dreamm-7, dell'Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori Dino Amadori Irst Irccs di Meldola (FC), pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, che ha coinvolto 494 pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario. Il trattamento con l'anticorpo farmaco-coniugato belantamab mafodotin, in combinazione con bortezomib e desametasone, ha infatti evidenziato una maggior sopravvivenza per i pazienti senza progressione di malattia di 36,6 mesi rispetto ai 13,4 mesi con daratumumab, bortezomib e desametasone.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
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