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Medici di famiglia, la riforma prevede di renderli lavoratori dipendenti. Che cosa cambierà

L’idea è migliorare l’offerta per i cittadini a livello territoriale con i medici di famiglia che lavoreranno nelle Case di comunità e nei Cot, le centrali operative territoriali
Medicina Generale

I Medici di famiglia saranno assunti dirattemente dal Servizio sanitario Nazionale per lavorare sul territorio dove saranno poi assegnati nelle 1400  Case di ComunitàSecondo quanto riporta il Sole 24 Ore, l’esecutivo starebbe lavorando a un testo di legge per introdurre una novità di tipo contrattuale per medici specializzati in Medicina generale: il medico di base da libero professionista, convenzionato al Sistema Sanitario nazionale e con specifici obblighi, diventerebbe dipendente.

Una novità che dovrebbe interessare i nuovi medici di famiglia mentre chi resta in libera professione negli studi - oggi contiamo circa 40 mila medici di base in Italia - potrà rimanere convenzionato (si sta ipotizzando di dare un'opzione) ma dovrà mettere a disposizione un numero minimo di ore per la Sanità territoriale tra le 14 e le 16 a settimana.

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L’idea è migliorare l’offerta per i cittadini a livello territoriale con i medici di famiglia che lavoreranno nelle Case di comunità e nei Cot, le centrali operative territoriali. A settembre il ministro della Salute  Schillaci spiegava: «Nella prossima manovra di bilancio il ministero si è impegnato ad elaborare due disegni di legge collegati, finalizzati al potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera, nonché alla riforma delle professioni sanitarie, che intendo definire e portare all'approvazione quanto prima. Nessuna vera riforma sanitaria può avere speranza se non si rivede il ruolo svolto dai medici delle cure primarie». La riforma - è in corso il dialogo con le regioni -  è sfidante posto che secondo la missione numero 6 del Pnrr, entro il 2026 le case della comunità in Italia dovranno essere 1.350. Tuttavia al 30 giugno 2024 risultavano attive 413 Case di comunità, meno di un terzo del totale: di queste oltre la metà si trovano in Lombardia (136) ed Emilia (123). Seguono Veneto (62), Toscana (35), Piemonte (26) e Abruzzo (15). A parte qualche sparuta struttura nelle altre Regioni in ben dieci - Basilicata, Calabria, Campania, Friuli, Lazio, Bolzano, Trento, Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta - non c'è neanche una Casa di comunità attiva. Nell’idea del ministero i medici di famiglia dovranno essere il primo riferimento dei cittadini rispetto alle richieste di salute. Un modo anche per decomprimere gli ospedali e soprattutto i pronto soccorso.

Medicina Generale
Commenti
AS
Antonio Salerno
Credo che fatta seriamente potrebbe essere una riforma rivoluzionaria che riporterebbe la sanità pubblica ai livelli medi europei. Fatta " all'italiana" migliorerebbe comunque la posizione dei medici, che passando ad un rapporto di dipendenza avrebbero solo da guadagnare, senza però una reale ricaduta sulla qualità del servizio offerto
Rispondi
15/01/2025 12:27
AP
Antonio Parisio
Mi associo al disaccordo del collega Franco, in quanto la capillarità è di primaria importanza soprattutto nei luoghi di montagna, oppure come nei piccoli paesi di pochi abitanti - come nel comune dove lavoro. Comuni che hanno una popolazione costituita maggiormente da anziani. Anziani che hanno difficoltà anche a raggiungere il mio studio.
Rispondi
12/01/2025 18:10
TT
Titolare farmacia DI MARCO TARCISIO
Sono d'accordissimo
Rispondi
12/01/2025 10:29
FC
Franco Colletta
sono totalmente in disaccordo. cosi' facendo si perde la capillarita' di offerta di salute che caratterizza la medicina generale. Grosse difficolta' per anziani e parzialmente autosufficienti.inoltre rischiamo di diventare impiegati timbra cartellino e basta
Rispondi
10/01/2025 12:27
GR
Gerardo Luigi Ricchiuto
Sono d’accordo
09/01/2025 21:09

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