
Test avviati negli Usa. A Ferrara trattata una paziente, tra i primi centri in Europa
Un virus per trasportare nelle cellule del paziente affetto da maculopatia le istruzioni genetiche per produrre un certo tipo di proteine per sostituire iniezioni mensili di farmaci nell'occhio: è la terapia genica sperimentale i cui test, avviati negli Usa, sono stati ora estesi anche all'Europa. Tra i primi centri del Vecchio continente a utilizzarla è stata l'Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara. La terapia genica sperimentale è stata eseguita al Sant'Anna di Cona per il trattamento della maculopatia legata all'età su una paziente di 76 anni. La donna è affetta dalla forma di tipo "umido" della patologia, la meno comune ma anche la più "aggressiva", causata dalla formazione di vasi sanguigni anomali al di sotto della retina.
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
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