
In 7 giorni 667mila, ma l'incidenza è inferiore alla scorsa stagione
Aumentano, nella prima settimana del 2025 (30 dicembre - 5 gennaio), i casi di sindrome similinfluenzale dopo una lieve flessione dovuta alla chiusura delle scuole per le festività. Il livello d'incidenza è pari a 11,3 casi per mille assistiti (9,9 nella settimana precedente). Lo evidenzia l'ultimo bollettino della sorveglianza epidemiologica RespiVirNet, coordinata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con il ministero della Salute. L'incidenza, pur essendo in aumento, si attesta però ad un livello decisamente inferiore a quello registrato nella scorsa stagione in cui la curva cominciava la sua discesa.
Il picco influenzale mette sotto pressione pronto soccorso e rete territoriale: la Sicilia come caso emblematico.
Con il picco influenzale aumentano gli accessi e i pazienti fragili fermi in barella. Ma il problema è strutturale e riguarda l’organizzazione complessiva delle reti assistenziali.
Nel pieno della stagione invernale, l’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione su influenza e altri virus respiratori. Niente antibiotici e cautela nei luoghi chiusi.
Le ultime rilevazioni dell’Iss mostrano un rallentamento dei contagi respiratori, influenzato da festività e minore accesso ai servizi sanitari.
Commissario straordinario, armonizzare azioni nei territori
Le indicazioni per la prossima campagna ricalcheranno quelle dello scorso autunno, quindi l'anti-Covid sarà "raccomandato" a persone di età pari o superiore a 60 anni. Dalla Florida sconsigliano i vaccini mRna
Lo rivela una ricerca sul New England Journal of Medicine
Nello spot di Italia Longeva il rapporto speciale tra nonno e nipote per sensibilizzare sulla importanza della prevenzione vaccinale per difendersi dalle malattie più temibili nella terza età
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