
Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, smentisce le voci su un “imminente sciopero” della categoria
«Sebbene il malcontento e il disagio dei medici siano palpabili, le modalità della protesta non sono ancora state definite e saranno discusse il prossimo 25 gennaio nel corso di un incontro dei direttivi nazionali delle organizzazioni sindacali più rappresentative dei medici dipendenti e convenzionati». Così Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, smentisce le voci su un “imminente sciopero” della categoria. «Come Cimo-Fesmed – aggiunge Quici - intendiamo chiedere alle istituzioni risposte immediate su alcuni temi che riguardano strettamente la professione: la definizione puntuale di atto medico che ponga un freno al costante task shifting di attività mediche verso altri professionisti sanitari; la depenalizzazione dell’atto medico che consenta ai medici di lavorare serenamente, abbattendo anche i costi della medicina difensiva che ammonta a circa 13 miliardi l’anno; la rivendicazione della presenza di rappresentanti dei medici in tutti gli organi che definiscono l’organizzazione ed il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.
Stop al progetto che prevedeva il passaggio alla dipendenza per una parte dei medici di famiglia e la presenza obbligatoria nelle Case di Comunità. Si lavora ora a una soluzione negoziale.
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Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un confronto urgente con Governo e Regioni. Al centro lo stallo del rinnovo contrattuale nella sanità privata e nelle Rsa.
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Il sindacato critica l’accordo Italia-India: “Nessun reclutamento estero fermerà la crisi se il SSN continua a perdere infermieri italiani”.
Il sindacato denuncia ostacoli nell’applicazione della legge 194 tra obiezione di coscienza, carenza di consultori e differenze territoriali.
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