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Contro i tumori cellule del tessuto adiposo modificate in laboratorio

Oncologia Redazione DottNet | 12/02/2025 13:49

E' il nuovo approccio messo a punto da un gruppo di ricerca guidato dall'Università della California a San Francisco e i cui risultati, pubblicati sulla rivista Nature Biotechnology

 Sono diventate spietate nemiche dei tumori, le cellule del tessuto adiposo modificate in laboratorio in modo da bruciare più energia e privare le cellule tumorali del carburante necessario per crescere, facendole letteralmente morire di fame. E' il nuovo approccio messo a punto da un gruppo di ricerca guidato dall'Università della California a San Francisco e i cui risultati, pubblicati sulla rivista Nature Biotechnology, si sono rivelati molto promettenti. Negli esperimenti condotti in laboratorio su colture di cellule e su topi, le voraci cellule adipose hanno battuto cinque diverse forme di cancro: quello del colon, del pancreas, della prostata due forme di tumore della mammella.

L'ispirazione per la nuova tecnica arriva dagli interventi di liposuzione e chirurgia plastica: i ricercatori coordinati da Nadav Ahituv hanno infatti prelevato normali cellule adipose bianche e le hanno modificate in laboratorio per trasformarle in cellule 'beige', così chiamate perché somigliano a quelle brune presenti naturalmente nel corpo in piccole quantità e in grado di bruciare moltcalorie.

Le cellule così modificate sono state impiantate accanto ai tumori, facendo piazza pulita dei nutrienti necessari alle cellule tumorali.

I nuovi esperimenti sono partiti dall'osservazione che, nei topi, l'esposizione al freddo aiuta a sopprimere il cancro: questo probabilmente perché le basse temperature attivano il grasso bruno, quello che usa l'energia per riscaldare il corpo e la sottrae così alle cellule tumorali. Dal momento, però, che la loro salute fragile non consente di sottoporre i pazienti malati di tumore al freddo prolungato, gli autori dello studio hanno pensato di ingegnerizzare le cellule adipose per indurle a bruciare abbastanza calorie anche in assenza di freddo.

I ricercatori hanno utilizzato la 

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ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2017/06/05/crispr-la-tecnica-taglia-incolla-del-dna-compie-10-anni-_96b5075e-8d58-41b1-8b02-f588da4e2587.html">Crispr, la tecnica taglia-e-cuci del Dna, per attivare geni che sono dormienti nelle cellule adipose bianche ma attivi in quelle adipose brune. Mettendo le cellule così modificate accanto a quelle tumorali coltivate in laboratorio, i risultati sono stati sorprendenti. "Nel nostro primissimo esperimento, sono sopravvissute pochissime cellule tumorali", osserva Ahituv. "Pensavamo di aver sbagliato qualcosa, eravamo sicuri che fosse un errore, quindi - ha aggiunto - l'abbiamo ripetuto più volte, ma abbiamo continuato a vedere lo stesso effetto".

Per verificare il comportamento delle cellule adipose ingegnerizzate in un contesto più realistico, i ricercatori hanno utilizzato organoidi di tessuto adiposo, cioè modelli semplificati di organi e tessuti, impiantati accanto ai tumori in topi. L'approccio ha funzionato bene anche in questo caso, affamando i tumori di senopancreas e  prostata, e si è dimostrato efficace anche quando gli organoidi sono stati impiantati lontano dal sito del tumore, una caratteristica che potrebbe rivelarsi preziosa per il trattamento di tumori difficili da raggiungere, come il glioblastoma che colpisce il cervello.

I ricercatori sottolineano i tanti vantaggi della nuova tecnica: le cellule adipose si possono ottenere molto facilmente dai pazienti stessi e, quando sono reinserite nel corpo, non si allontanano dal punto voluto e non provocano risposte eccessive del sistema immunitario. Inoltre, possono rivelarsi potenti alleati anche in ambiti diversi dalla lotta ai tumori, poiché possono essere programmate anche per svolgere altri compiti. "Pensiamo - afferma Ahituv - che queste cellule potrebbero essere progettate ad esempio per rilevare il glucosio nel flusso sanguigno e rilasciare insulina, nel caso di pazienti diabetici, o rimuovere il ferro nelle malattie in cui c'è n'è in eccesso, come l'emocromatosi".

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