
Trump firma un ordine esecutivo per abbassare i prezzi dei farmaci
"I più alti prezzi dei medicinali negli Stati Uniti, denunciati dal presidente Trump, sono il risultato di un sistema interamente privatizzato che contribuisce ad aumentare tutte le voci di spesa sanitaria. Al contrario, il nostro Servizio sanitario nazionale, anche grazie al lavoro dell’AIFA, riesce a ottenere per i farmaci prezzi tra i più favorevoli tra i Paesi OCSE". Lo afferma Robert Nisticò, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Non possiamo ignorare, però – prosegue – che anche in Italia la spesa farmaceutica è in costante crescita. È dunque necessario intervenire sulla governance, individuando strumenti che consentano di premiare esclusivamente l’innovazione autentica, quella capace di dimostrare con dati reali un beneficio terapeutico concreto per i cittadini".
Intanto il presidente Donald Trump nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario della Salute Robert F.
Mentre il presidente era pronto a firmare l’ordine esecutivo, nella sala Roosevelt, a sinistra del podio, sono stati esposti tre poster. Il primo era intitolato “Il pessimo accordo di Biden sul prezzo dei farmaci” e illustrava la percentuale di prezzo negoziata superiore a quella di altri Paesi per alcuni farmaci. Gli altri due poster riportavano una citazione di Trump: “Questo è un mondo pericoloso. Proteggeremo i nostri cittadini come mai prima d’ora”. Nel corso del suo intervento, Trump ha parlato di una “redistribuzione della ricchezza”: “Smetteremo di pagare dieci volte di più degli altri Paesi – ha affermato il tycoon -. Un farmaco per il cancro al seno costa agli americani 16mila dollari, ma lo stesso prodotto costa un sesto in meno in Australia e un decimo in meno in Svezia. Un comune farmaco per l’asma costa quasi 500 dollari qui in America, ma costa meno di 40 dollari nel Regno Unito. Sui farmaci l’Europa dovrà pagare un po’ di più, il resto del mondo dovrà pagare un po’ di più e gli Stati Uniti pagheranno un po meno”, ha affermato.
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