
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Translation Medicine, descrive per la prima volta un pool di molecole condivise, in grado di sviluppare vaccini non più personalizzati, ma pronti per l’uso di qualsiasi paziente
Vaccini anti cancro non più personalizzati, ma buoni per tutti i pazienti affetti dallo stesso tumore. E’ uno studio tutto napoletano, quello approdato sulle pagine della rivista Journal of Translational Medicine, e che apre nuove prospettive per il superamento delle limitazioni economiche e tecnologiche (meno soldi e quindi sperimentazioni accessibili anche ai Paesi sottosviluppati, riduzione dei tempi della sperimentazione stessa). Il lavoro è del gruppo di ricerca Modelli Immunologici Innovativi del Pascale, diretto da Luigi Buonaguro che lo firma insieme con altre quattro dottoresse (Angela Mauriello, Beatrice Cavalluzzo, Concetta Ragone, Mariella Tagliamonte).
Oggi il costo della sperimentazione di un vaccino anti cancro basato su antigeni mutati varia dai 300 ai 400mila euro per paziente e la sua preparazione, proprio perché basata sul singolo paziente, ha tempi ovviamente relativamente lunghi.
<Attualmente – spiega Luigi Buonaguro - gli antigeni mutati utilizzati nei vaccini in sperimentazione sono specifici per ogni paziente. Ciò richiede una procedura estremamente costosa e, quindi, allo stato attuale non sono applicabili su scala globale. Di conseguenza, i risultati descritti in questo lavoro gettano le fondamenta per il possibile sviluppo di vaccini terapeutici basati su antigeni tumore-specifici con applicazioni nei tumori più frequenti al mondo ed applicabili su scala regionale/globale. Questo ridurrebbe significativamente i costi del loro sviluppo e rappresenterebbe un enorme vantaggio applicativo per i pazienti oncologici di tutto il mondo>. Ovviamente, la prova sperimentale clinica dovrà confermare i dati descritti dal lavoro.
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con circa 12,6 milioni di casi. Resta il tema delle coperture vaccinali negli over 65, ben lontane dall’obiettivo minimo del 75% e dal target ottimale del 95%.
Dopo un iniziale rifiuto, l’agenzia Usa accetta di esaminare la richiesta, con iter differenziato per fasce d’età.
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Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
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