
Trattative in stallo con Federfarma per il rinnovo del contratto
Parte da Cagliari la rivolta nazionale dei camici bianchi delle farmacie - circa 2mila dipendenti in Sardegna in 600 esercizi, per spingere Federfarma a superare lo stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto lo scorso 31 dicembre. Circa 300 farmacisti sono scesi in piazza davanti alla prefettura insieme con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs per protestare contro l'associazione datoriale. "Federfarma continua ad assumere posizioni irricevibili e si è rotto il tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che dovrebbe in qualche modo riconoscere il valore e la professionalità di migliaia di farmacisti e farmaciste, considerando che loro hanno anche un carico di lavoro straordinario per i compiti e le mansioni aggiuntive che però non sono riconosciuti con un aumento del salario minimo - osserva Nella Milazzo, segretaria regionale della Filcams Cgil - non è ancora uno sciopero ma è una mobilitazione che sta iniziando con questo primo presidio su Cagliari e continuerà poi nelle prossime settimane anche su Sassari".
Tra formazione avanzata, nuovi compiti territoriali e nodi contrattuali, farmacisti e infermieri condividono le stesse criticità di riconoscimento.
Nel 2025 volumi stabili e spesa in crescita per i farmaci senza ricetta. La farmacia resta il canale principale e presidio di consiglio sanitario.
Proposta economica giudicata insufficiente dai sindacati. Annunciata la ripresa della mobilitazione con assemblee e sciopero.
Il decreto aggiorna i profili formativi di infermieri, odontoiatri e farmacisti, allineando l’Italia agli standard europei.
Oltre 76mila addetti incroceranno le braccia. Sindacati: “Proposta economica insufficiente, servono risposte concrete sul salario e sulle professionalità”.
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