
La principale causa dell'attuale stallo nelle trattative riguarda la divergenza tra le richieste salariali dei sindacati, che propongono un aumento di 360 euro lordi mensili, e la proposta di Federfarma
Federfarma ha recentemente ribadito la propria disponibilità a riprendere le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) dei dipendenti delle farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, sottolineando l'importanza di un accordo che tenga conto delle diverse realtà territoriali e delle condizioni economiche delle farmacie. La principale causa dell'attuale stallo nelle trattative riguarda la divergenza tra le richieste salariali dei sindacati, che propongono un aumento di 360 euro lordi mensili, e la proposta di Federfarma, che ritiene tale cifra insostenibile per circa 6.000 farmacie private, soprattutto quelle operanti in aree disagiate con margini di profitto ridotti .
Per superare questa impasse, Federfarma propone un percorso in due fasi:
- Definizione di un aumento salariale sostenibile a livello nazionale, applicabile a tutte le farmacie private.
- Avvio immediato di trattative di secondo livello a livello regionale, per adattare gli accordi alle specifiche condizioni economiche e produttive delle farmacie locali.
Questo approccio mira a garantire la sostenibilità dell'intera rete di assistenza farmaceutica territoriale, evitando il rischio di chiusura di farmacie essenziali per la comunità. Federfarma sottolinea inoltre l'importanza di valorizzare la professionalità dei collaboratori di farmacia attraverso:
Una classificazione del personale adeguata alla nuova struttura della farmacia italiana.
- Implementazione di percorsi formativi mirati.
- Garanzie adeguate per maternità, infortuni e malattie.
L'associazione auspica una pronta ripresa delle trattative con i sindacati, al fine di raggiungere un accordo che riconosca il valore del lavoro dei dipendenti e garantisca la continuità del servizio farmaceutico per i cittadini.
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