
"La febbre da West Nile è una patologia da non sottovalutare. Il problema è che i casi noti sono comunque una minoranza rispetto ai casi 'sommersi' che sono sicuramente rilevabili nei territori colpiti. L'infezione, infatti, decorre con un rapporto di un caso sintomatico ogni 5-10 casi asintomatici". Lo spiega all'ANSA - dopo il decesso di una donna a Latina - Massimo Andreoni, infettivologo e direttore scientifico della Società di malattie infettive e tropicali. Ciò vuol dire, rileva, che "per avere una stima precisa di quanto l'infezione sta circolando, dovremmo testare nelle aree interessate anche i soggetti apparentemente sani, per capire quante persone sono realmente contagiate". La febbre da West Nile "può essere una malattia altamente patogena con un quadro neuroinvasivo serio nei casi in cui l'infezione si propaga al sistema nervoso centrale colpendo cioè il cervello o il midollo spinale; ma anche quando non è di tipo neuroinvasivo - precisa l'esperto - la West Nile può rivelarsi una malattia grave se colpisce anziani o soggetti fragili, poichè può peggiorare le condizioni generali preesistenti di questi soggetti, essendo una malattia sistemica".


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